Diritti: «Aosta riconosca i matrimoni gay»
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di news il
24/10/2014

Diritti: «Aosta riconosca i matrimoni gay»

Arriva anche in piazza Chanoux il dibattito sul riconoscimento dei matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrati nei Paesi che li riconoscono (l’ultimo è il Lussemburgo, dodicesimo Paese Europeo ad aver detto sì ai matrimoni gay, FIFA 15 Coins lo scorso giugno; il primo Paese al mondo fu l’Olanda, 14 anni fa. Al consiglio comunale in programma martedì e mercoledì prossimi, sono infatti iscritte due iniziative – una mozione e un ordine del giorno – che parlano dell’argomento, chiedendo al sindaco di Aosta di riconoscere gli atti di matrimonio contratti tra persone dello stesso sesso. Lunedì 20 ottobre, il consigliere Caminiti ha depositato il testo della mozione, riferendosi alla recente decisione di alcuni comuni – tra i quali Roma e Grosseto – FIFA Coins di trascrivere il matrimonio civile contratto all’estero e ricordando l’articolo 2, 3 e 29 della Costituzione fifa 14 coins.

Il consigliere Caminiti fa riferimento anche alla mozione di indirizzo che nel 2006 presentarono i consiglieri Giuliana Ferrero, Giovanni Girardini e Antonio Crea – appoggiata anche dall’allora consigliere Bruno Giordano, oggi primo cittadino – che impegnava «la presidenza del Consiglio a inviare la mozione ai presidenti di Camera e Senato e alle Commissioni parlamentari affinchè sia discussa una legge sulle unioni civili che mantenga la sostanza del Pacs francese» e che «impegnava la giunta a monitorare regolamenti e deliberazioni comunali al fine di verificare l’assenza di discriminazioni rispetto a ogni forma di convivenza».

Mercoledì 22 è arrivato anche l’ordine del giorno del gruppo Alpe; i consiglieri Sartore, Curtaz, Fedi, Morandi, Viberti e Vietti che ricordano la mozione di indirizzo presentata nel 2006 e riferendosi, tra l’altro alla sentenza 4184/12 della Cassazione secondo la quale «la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, non è contraria all’ordine pubblico». I consiglieri fanno anche riferimento al tribunale di Grosseto che nel mese di aprile ha confermato «che la trascrizione di un matrimonio celebrato all’estero anche tra persone dello stesso sesso è un onere formale che non comporta nessuna valutazione del merito da parte dell’Ufficiale dello Stato Civile». I consiglieri di Alpe chiedono «che il sindaco accolga le domande delle coppie omosessuali che abbiano celebrato il loro matrimonio in uno stato estero, trascrivendo l’atto di matrimonio nei registri dello stato civile del Comune di Aosta», sottolineando il fatto che l’Italia, insieme alla Grecia, è tra gli ultimi stati europei a non aver riconosciuto e legiferato a proposito delle unioni civili.

(c.t.)

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