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Spara a un camoscio, in realtà è uno stambecco: cacciatore nei guai

Spara a un camoscio, in realtà è uno stambecco: cacciatore nei guai

La scoperta una volta portato l'animale al centro di controllo di Valpelline; il presidente Jean-Claude Soro: «C'è l'errore, ma anche la buona fede»

Si era appostato su un’altura, aveva preso la mira e… partito il colpo, l’animale abbattuto – anziché essere un camoscio, così come da assegnazione di ‘fascetta’ nella circoscrizione della Valpelline – in realtà era uno stambecco, animale la cui caccia è assolutamente off-limits in quanto specie protetta su tutto il territorio.
La scoperta una volta portato l’animale al centro di controllo di Valpelline.
A riguardo della vicenda, il presidente dei cacciatori valdostani, Jean-Claude Soro, commenta: «Di questo episodio non so molto, o meglio me l’hanno sommariamente riferito. Fermo restando l’errore del cacciatore, mi preme sottolineare come si sia assunto le responsabilità del caso, a differenza del passato, in cui probabilmente non sempre le cose sarebbero andate in questo modo. L’invito è a comportarsi bene, poi l’errore può anche esserci, soprattutto quando si ha a che fare con esemplari giovani, in cui fattori cromatici e morfologici non sono sempre così definiti».
Nella foto la Stazione forestale di Valpelline.
Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 27 ottobre 2014.
(pa.ba.)

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