Posted on

Insegnante scomparsa: firmata la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Christiane Seganfreddo

Insegnante scomparsa: firmata la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Christiane Seganfreddo

Così come anticipato da Gazzetta Matin il 3 novembre scorso, «non ci sono responsabilità di terzi» legate al suo decesso; da quanto emerso dalla perizia tossicologica, la donna - prima di morire - assunse farmaci che le provocarono sonnolenza

Il sostituto procuratore Pasquale Longarini ha firmato questa mattina la richiesta di archiviazione dell’inchiesta avviata all’indomani del ritrovamento del corpo senza vita di Christiane Seganfraddo, l’insegnante di 43 anni di Aosta scomparsa il 30 dicembre 2013 e ritrovata priva di vita nella tarda mattinata del 15 febbraio scorso in un ruscello di frazione Grand Signayes, poco sopra l’Hôtel Charaban, tra le vigne gestite dall’Institut Agricole Régional, vicino a una cascina a meno di mezz’ora di cammino dalla sua abitazione di viale Gran San Bernardo, dalla quale si era allontanata all’alba dello stesso giorno della scomparsa.
Così come anticipato da Gazzetta Matin sul numero del 3 novembre scorso, il pm Pasquale Longarini ha concluso: «Non ci sono responsabilità di terzi».
Acquisiti gli esiti dell’autopsia dalla quale emerse che la donna morì «per ipotermia», nei giorni scorsi è stata formalmente depositato anche il supplemento di indagine di natura tossicologica disposto su alcuni tessuti dell’insegnante, dal quale è emerso che la donna – nelle ore antecedenti la sua morte – assunse dei farmaci (forse in dose maggiore rispetto a quella prevista) che le provocarono sonnolenza.
Insomma, ha trovato conferma l’ipotesi secondo la quale Christiane Seganfreddo sarebbe scivolata – non riuscendo più a rialzarsi e a chiamare i soccorsi – mentre stava camminando lungo il ruscello tra le vigne di Grand Signayes; il punto in cui fu trovato il corpo, piuttosto accidentato, dista soltanto una quindicina di metri da una strada poderale, col sentiero numero 7 per Excenex – uno tra quelli maggiormente battuti nel corso delle ricerche, anche con l’impiego di cani molecolari – che dista qualche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento.
In riferimento alla scomparsa dell’insegnante della scuola media Luigi Einaudi di viale della Pace, ad Aosta, l’allarme scattò nella mattinata del 30 dicembre 2013, una volta che il compagno – Renato Guillet – si accorse della sua assenza in casa. Sin da subito le ricerche degli inquirenti si concentrarono nell’area compresa tra regione Saumont (in cui faceva riferimento una cella agganciata all’alba del 30 dicembre 2013 dal telefono della donna), Quota BP di Porossan (zona da cui giunse la prima segnalazione di un suo presunto avvistamento nel pomeriggio del 31 dicembre) e il Ru Pompillard, sopra Senin di St-Christophe.
Da lì le ricerche, già nel pomeriggio del primo gennaio, si spostarono nell’area collinare di Verrogne, a cavallo del confine comunale tra St-Pierre e St-Nicolas, dopo una segnalazione ritenuta attendibile dagli inquirenti.
Ma nulla, né dalle attività a piedi né tramite elicottero, fino alle ricerche effettuate in alcune strutture mediche estere specializzate nella cura di malattie agli occhi (Christiane Seganfreddo soffriva di una sospetta miastenia oculare), che anche in questo caso non fecero emergere alcun elemento utile al suo ritrovamento, avvenuto nella tarda mattinata del 15 febbraio scorso a due passi da casa.
(pa.ba.)

Condividi

LAST NEWS