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Consiglio regionale: le minoranze bocciano il bilancio, «documento ghigliottina, stanco e vuoto»; per la maggioranza, «responsabile, senza nuove imposte o debiti»

PD, Alpe e M5S bocciano sonoramente il documento; critiche più morbide dai consigliri UVP

PD, Alpe e M5S bocciano sonoramente il documento; critiche più morbide dai consigliri UVP

Un bilancio ghigliottina, di incertezze e senza prospettive future. Un bilancio puro e semplice esercizio contabile, stanco e senz’anima – per la minoranza. Un documento responsabile e che dimostra di aver gestito le risorse in modo efficace e produttivo, creando un welfare di eccellenza – per la maggioranza. La discussione sulla finanziaria e sul bilancio di previsione 2015/2017 hanno caratterizzato la giornata dei lavori del Consiglio regionale. Per la finanziaria regionale sono annunciati una serie di emendamenti; il giudizio della minoranza rimane fortemente critico e il documento contabile viene sonoramente bocciato.
Detto del «mea culpa» del consigliere segretario del Consiglio André Lanièce, ecco una sintesi degli interventi della mattinata di lavori.
Di «bilancio di incertezze, senza prospettive future, frutto di una politica di tagli lineari a welfare, assistenza, istruzione e lavoro» ha parlato la consigliera del PD Carmela Fontana – e che ha precisato «come la crisi debba essere affrontata e gestita collegialmente, investendo e trovando una soluzione alle nuove povertà». Concorda nella necessità di «razionalizzare e tagliare gli sprechi» il consigliere di Alpe Fabrizio Roscio anche se «emergono delle perplessità sia per la dubbia credibilità di chi fa le proposte, sia per la mancata allocazione delel risorse necessarie a dare corso alle intenzioni dichiarate, come ad esempio per la questione ambientale». Secondo il capogruppo Stella Alpina Stefano Borrello invece, si tratta «di bilancio responsabile che prende in considerazione le difficoltà oggettive dell’economia in un momento di criticità e che risente del contributo pesante al risanamento della finanza nazionale». Borrello sottolinea anche «un bilancio concreto, frutto di risorse proprie, dove non ci sono nuovi indebitamenti e dove non si introducono nuove imposte per i cittadini». Il capogruppo Uvp Luigi Bertschy ha sottolineato «è stato positivo che il presidente Rollandin abbia annunciato la conclusione del progetto politico che ha provato a resistere negli ultimi 18 mesi» ribadendo «che l’UVP vuole essere costruttiva e che non siamo più disponibili che lo Stato ci tratti come l’ultimo zimbello d’Italia». Il vicepresidente del Consiglio David Follien ha ammesso «che il bilancio affronta e risente del momento di criticità istituzionale oltre che economica» ribadendo la priorità «a difendere l’autonomia». Secondo il consigliere Uvp Nello Fabbri «questo bilancio conferma la gravità della situazione economica e sociale. Se si vuole costruire un nuovo modello di società bisogna stimolare il lavoro d’impresa, il commercio, l’artigianato e la cultura, aiutando ad esempio le piccole imprese ad accedere al credito».
Di «bilancio predisposto in un quadro di assoluto rigore economico-finanziario, conservando alcune misure anticrisi e difendendo le persone disagiate» – ha parlato il consigliere segretario André Lanièce, che ha precisato che tra le priorità rimane alta l’attenzione per le politiche abitative, il diritto allo studio e il sostegno alle famiglie in difficoltà. Occupazione e sviluppo sono le priorità nell’analisi del capogruppo di Alpe Albert Chatrian, «senza dimenticare i trasporti e la riforma degli enti locali «in modo da presentarci allo Stato con le carte in regola, mostrando di essere più bravi degli altri» e naturalmente «il turismo, la nostra prima industria per la quale una sola struttura dovrà occuparsi di promozione». Il vice presidente del Consiglio Andrea Rosset ha parlato, tra l’altro, di riduzione delle spese: «nel momento in cui si chiedono sacrifici, si dovrebbe prioritariamente prevedere una riduzione delle spese, in primis dell’apparato amministrativo pubblico, controllate e partecipate», senza dimenticare le priorità «istruzione, cultura, sanità, welfare e politiche sociali», guardando al futuro, «comunicando fiducia alla popolazione e agendo per un nuovo sistema Valle d’Aosta, sostenuto da un nuovo progetto politico». Non usa mezzi termini il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Ferrero «non è un bilancio ma una ghigliottina, con una testa nella quale cadano le teste dei cittadini»; secondo il consigliere pentastellato «è un bilancio impresentabile, vergognoso, un bilancio dell’immobilismo, del sistema che non sa rinnovarsi nel quale non ci sono i tagli ai fondi della politica, un documento da gettare nel cestino».
Per il consigliere PD SvdA Jean Pierre Guichardaz, «questo bilancio è un puro e semplice esercizio contabile che non contiene una visione né di breve né di lungo termine; un bilancio stanco e senz’anima; noi abbiamo cercato di dare il nostro contributo in questo anno e mezzo di legislatura, con spirito di iniziativa e volendo costruire, non demolire. Siamo convinti di avere delle idee per contribuire al rilancio della Valle». Ha concluso la sessione mattutina degli interventi la consigliere di Alpe Chantal Certan, «Per ripartire è necessario capire dove si è sbagliato – ha detto – il risultato utile è il lavoro corale per raggiungere l’obiettivo di far crescere la nostra comunità. Da parte di Alpe ci sarà sempre la necessità a contribuire»; la consigliera ha fatto riferimento all’urgenza di adeguare il piano delle politiche del lavoro, alla scuola e al restyling della ferrovia».
(re.newsvda.it)

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