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Tragedia di Weissmatten: «Situazione non imprevedibile, si sarebbero dovute adottare più cautele»

Tragedia di Weissmatten: «Situazione non imprevedibile, si sarebbero dovute adottare più cautele»

Sono queste le motivazioni alla base del supplemento di indagine chiesto al gip del Tribunale di Aosta dai legali dei genitori della piccola Matilde, che si sono opposti all'archiviazione richiesta dalla Procura di Aosta

Un «supplemeto di indagine» affinché venga scongiurata l’archiviazione del fascicolo aperto per omicidio colposo presso la Procura della Repubblica di Aosta.
E’ quanto hanno chiesto questa mattina davanti al gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, i legali dei genitori della piccola Matilde De Laurentiis, la bimba di 3 anni che nella tarda mattinata del 9 marzo scorso venne investita sugli sci – morendo qualche ora più tardi – da un sedicenne di Chieri sulla pista ‘Larici’ di Weissmatten, a Gressoney-St-Jean, subito dopo un dosso segnalato dal gestore delle piste.
«I genitori non hanno alcuna volontà persecutoria, vogliono soltanto che si accerti la verità – ha spiegato fuori dal Tribunale l’avvocato Daniele Zaniolo di Torino, che ha assunto l’incarico insieme al collega Fulvio Gianaria -. Siamo convinti che in una situazione del genere si sarebbero dovute adottare maggiori cautele», riferendosi sia al maestro di sci Bruno Thedy – che all’atto della tragedia stava impartendo una lezione collettiva a un gruppo di nove bambini, tra cui la piccola Matilde – sia alla scuola di sci di Weissmatten.
«Reputiamo che non sia stata una situazione così imprevista e imprevedibile, a maggior ragione considerando il dislivello della pista, aperta a tutti, e il fatto che proprio in quel tratto ci è stato riferito che non era la prima volta che capitavano incidenti. Il supplemento di indagine che abbiamo richiesto al gip è volto anche a verificare tale circostanza», ha concluso l’avvocato Zaniolo, che ha quindi formalizzato stamane l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica di Aosta (sulla base dei risultati della perizia acquisita agli atti), sul cui accoglimento o meno il gip Maurzio D’Abrusco scioglierà la riserva tra qualche giorno.
«E’ stata una tragedia, l’unica forza che ci spinge ad andare avanti è la ricerca della verità, almeno quella», ha commentato la madre.
Per la morte della piccola Matilde indagato per omicidio colposo presso la Procura per i minorenni di Torino rimane il sedicenne di Chieri.
Nella foto del CorrierediLatina.it la bara bianca della piccola Matilde durante i funerali celebrati il 13 marzo scorso nella chiesa del Piccarello di Latina, paese natale della mamma.
(pa.ba.)

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