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Accusato ingiustamente di corruzione, il Consiglio di Stato giudica «meritevole di accoglimento» il maxi rimborso chiesto da un poliziotto di Courmayeur

Accusato ingiustamente di corruzione, il Consiglio di Stato giudica «meritevole di accoglimento» il maxi rimborso chiesto da un poliziotto di Courmayeur

Vincenzo Puliafito - ora in pensione - fu inquisito nel 2006 per aver ricevuto una mazzetta da 1.000 euro da Vittorio Emanuele di Savoia; archiviata l'infamante accusa, Puliafito ha chiesto il rimborso allo Stato dei 143.000 euro spesi per difendersi

Era stato accusato di aver ricevuto il 3 novembre 2005 una mazzetta da 1.000 euro da Vittorio Emanuele di Savoia per non controllare l’auto sulla quale il principe stava trasportando un fucile da caccia.
Un’accusa infamante, quella rivolta nel 2006 dal pm Henry John Woodcock all’ispettore di Polizia – ora in pensione – Vincenzo Puliafito (FOTO), 62 anni lo scorso 17 aprile, residente a Courmayeur, che ha terminato nel 2010 la sua carriera al comando del Nucleo di Polizia binazionale al Traforo del Monte Bianco.
Una contestazione, quella della mazzetta, che gli valse l’imputazione di «corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio», accusa archiviata l’8 febbraio 2011 nel processo passato nel frattempo da Potenza ad Aosta (anche perché il 3 novembre 2005 il «grande accusato» non si trovava al Traforo del Monte Bianco).
Chiusa la parentesi penale del giudizio, Puliafito ha quindi avviato una causa per potersi vedere rimborsati dallo Stato i 143.000 euro spesi in avvocati per poter dimostrare la sua estraneità alle accuse.
In un simile contesto, è di alcuni giorni fa il parere del Consiglio di Stato – richiesto dallo stesso Ministero dell’Interno – che ha giudicato «meritevole di accoglimento» il ricorso presentato da Vincenzo Puliafito per il rimborso delle spese legali affrontate nel giudizio penale.
(pa.ba.)

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