Casapound contro l’eliminazione del Bon Chauffage: «così la classe politica cialtrona distrugge le politiche sociali»
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di news il
28/12/2014

Casapound contro l’eliminazione del Bon Chauffage: «così la classe politica cialtrona distrugge le politiche sociali»

Casapound Italia protesta contro l’eliminazione del Bon Chauffage, o meglio contro le nuove regole che di fatto fanno calare sensibilmente il numero degli aventi diritto.
«Buon Natale bon chauffage a tutti» è lo striscione che ieri pomeriggio, sabato 27 dicembre, i militanti di CasaPound hanno esposto ai piedi del grande abete di Natale in piazza Chanoux, insieme a una serie di pacchi regalo contenenti giacche e coperte per ripararsi dal freddo.
«Le famiglie valdostane – spiega il movimento in una nota – stanno assistendo alla distruzione, un pezzo alla volta, delle politiche sociali da parte di una classe politica che ha sperperato e regalato ai propri amici per anni le importanti risorse regionali e ora taglia su contributi, come il buono riscaldamento, che sono diventati fondamentali per molte famiglie che soffrono il momento di crisi, in una regione in cui le spese di riscaldamento sono importanti all’interno del bilancio familiare». Come se non bastasse, fa rilevare CasaPound, si aggiunge l’aumento dell’Iva sul pellet. «Su scala nazionale, ad aggravare questo problema, c’è l’introduzione dell’Iva al 22% sul l’acquisto del pellet, a cui molti valdostani si erano convertiti per limitare le spese. A livello regionale invece esiste una classe politica di cialtroni che oltre a non avere mai affrontato seriamente ipotesi di riduzione dei costi della politica continua a giocare con i soldi dei valdostani gonfiando gli appalti per gli amici degli amici e pagandosi le cene elettorali e le feste di partito con i soldi consiliari».
Casapound valuta di presentarsi alle prossime elezioni comunali; «Il ruolo di spettatori non ci appartiene – conclude la nota di CasaPound Italia – quindi continueremo a ricordare ai valdostani ciò che sta accadendo perché di fronte alla prossima ed ennesima promessa elettorale non si facciano ancora una volta fregare, e intanto valutiamo l’ipotesi di scendere in campo alle prossime elezioni comunali di Aosta».
Nella foto, lo striscione esposto in piazza Chanoux ieri, sabato 27 dicembre.
(c.t.)

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