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Edilizia, Cna accusa: «politica arroccata a difesa di posizioni acquisite»

Per aggirare il momento di estrema difficoltà la Confederazione chiede che si superi il patto di stabilità in modo da sbloccare fondi già stanziati per le piccole opere

Per aggirare il momento di estrema difficoltà la Confederazione chiede che si superi il patto di stabilità in modo da sbloccare fondi già stanziati per le piccole opere

«Per tentare di invertire la tendenza è necessaria una terapia immediata e condivisa di programmazione e di investimenti sulla salvaguardia del territorio, sull’edilizia scolastica, sulla riqualificazione delle città e dei centri storici e sulle opere di manutenzione, sulla viabilità sostenibile».
La Confederazione nazionale dell’artigianato torna sui dati del comparto edile usciti a inizio settimana che delineano un settore praticamente in ginocchio -2.077 operai (-41%) in meno e 396 imprese (-44%), mentre il monte salari è passato da 66,5 milioni di euro a 56,5 milioni del 2014, con una perdita del 15%- e lancia un appello perché sia individuato al più presto «un meccanismo per modificare ed accelerare i tempi della politica, che troppo spesso è arroccata a difesa di posizioni acquisite ed incapace di discutere se stessa, dovranno essere trovati gli strumenti perché venga superato il patto di stabilità, sbloccando i fondi già stanziati per le piccole opere. Rispettare e rendere operative le direttive europee sui tempi di pagamento (30 giorni), trovare delle soluzioni per ridurre i catastrofici effetti dello “Split payment e del Reverse Charge”, vera e propria scure per le imprese, che dal 1 gennaio 2015 si sono trasformate in veri e propri finanziatori dello Stato che per effetto delle nuove regole Iva si troverà in debito strutturale nei confronti delle imprese, che non hanno ad oggi tempi certi di recupero delle somme anticipate».
(re.newsvda.it)

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