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Inchiesta costi della politica: iniziata l’udienza preliminare, la sentenza è attesa per il 30 marzo

Inchiesta costi della politica: iniziata l’udienza preliminare, la sentenza è attesa per il 30 marzo

Stamane davanti al gup Maurizio D'Abrusco i legali di 24 dei 27 politici per le presunte 'spese pazze' effettuate dai gruppi dal 2009 al 2012; a rappresentare l'accusa il procuratore capo Marilinda Mineccia; la Regione non si costituira' parte civile

E’ durata poco meno di un’ora, dalle 9.30 alle 10.20, nell’aula al primo piano del palazzo di giustizia di via Ollietti, ad Aosta, la prima delle due udienze preliminari relative alla presunte ‘spese pazze’ dei gruppi consiliari di Alpe, Fédération Autonomiste, Pd, Pdl, Stella Alpina e Union Valdôtaine nella XIII legislatura, nel periodo compreso tra il 2009 e il 2012.
Davanti al gup del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, si sono presentati i legali di 24 dei 27 tra attuali ed ex consiglieri regionali e funzionari di partito accusati a vario titolo di peculato, finanziamento illecito dei partiti e indebita percezione di contributi pubblici (l’avvio della seconda udienza preliminare è in programma il 4 marzo davanti al gup Giuseppe Colazingari, quando saranno chiamati a comparire i restanti tre personaggi per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, ovvero gli esponenti dell’Edelweiss Marco Viérin, André Lanièce e Dario Comé).
«Quest’oggi abbiamo verificato la presenza di tutti gli imputati, la regolare costituzione delle parti e si è provveduto a stilare il calendario delle prossime udienze», ha spiegato all’uscita dall’aula il procuratore capo Marilinda Mineccia, pubblico ministero nel giudizio a porte chiuse, che ha aggiunto: «Sia l’accusa che alcune delle difese hanno prodotto altri documenti, ritengo che sia fisiologico in questa fase, in un processo documentale con un fascicolo di 10.000 pagine già prodotto» in sede di indagini preliminari.
A questo punto, i prossimi appuntamenti – in cui verranno avanzate le richieste di riti alternativi da parte delle difese e alcuni dei politici coinvolti si sottoporranno a interrogatorio o rilasceranno spontanee dichiarazioni al giudice – sono in programma nei giorni 6, 9, 13, 16, 20, 23, 26 e 30 marzo, giorno – quest’ultimo – in cui è attesa la decisione del gup D’Abrusco.
I primi a sottoporsi a interrogatorio – il 6 marzo – saranno gli esponenti del Pdl, Massimo Lattanzi, Enrico Tibaldi e Anacleto Benin, mentre Alberto Zucchi renderà spontanee dichiarazioni il lunedì successivo – 9 marzo – così come Carmela Fontana del Pd, mentre i colleghi di partito Raimondo Donzel, Gianni Rigo, Ruggero Millet e Giuseppe Rollandin si sottoporranno a interrogatorio.
Nell’udienza del 13 marzo, quindi, ci sarà la discussione del giudizio che – secondo indiscrezioni – per la stragrande maggioranza dei personaggi coinvolti sarà con rito abbreviato. In tale occasione l’accusa, rappresentata dal procuratore capo Marilinda Mineccia, formulerà anche le richieste.
Il giudizio, dunque, proseguirà il 16 marzo con le arringhe difensive delle difese di Tibaldi, Benin, Zucchi e Lattanzi del Pdl, il 20 con quelle di Claudio Lavoyer e Leonardo La Torre di Fédération Autonomiste e di Diego Empereur, Ego Perron, Guido Grimod e Osvaldo Chabod dell’Union Valdôtaine, il 23 con quelle di Davide Avati, Raimondo Donzel, Carmela Fontana, Erika Guichardaz, Ruggero Millet, Gianni Rigo, Giuseppe Rollandin, Giovanni Sandri ed Emilio Zambon del Pd e il 26 con quelle di Giuseppe Cerise, Chantal Certan, Alberto Chatrian, Roberto Louvin e Patrizia Morelli di Alpe, con le eventuali repliche e la sentenza attese nell’udienza del 30 marzo.
Il Codacons al momento risulta parte offesa nel processo, non avendo ancora chiesto la costituzione di parte civile.
Costituzione di parte civile che, invece, sicuramente non verra’ perfezionata dalla Regione, pur essendo stata riconosciuta dalla Procura come parte offesa in quanto ente titolare delle somme spese dai gruppi consiliari. Da quanto appreso, la decisione di non costituirsi in giudizio deriva dal fatto che sara’ eventualmente la Procura regionale della Corte dei Conti a contestare il danno erariale.
(pa.ba.)

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