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Inchiesta costi della politica: al via l’udienza in cui la Procura formulerà le richieste per gli imputati

Inchiesta costi della politica: al via l’udienza in cui la Procura formulerà le richieste per gli imputati

Dopo l'interrogatorio dell'ex consigliere Pdl, Enrico Tibaldi, scattato il maxi processo con rito abbreviato a cui i giornalisti non sono stati ammessi; il procuratore Mineccia, nella sua requisitoria, contesterà spese e rimborsi per 1,5 milioni di euro

E’ ripresa poco dopo le 9.30, nell’aula al primo piano del palazzo di giustizia di via Ollietti, ad Aosta, la prima delle due udienze preliminari istruite nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte ‘spese pazze’ dei gruppi consiliari di Alpe, Fédération Autonomiste, Pd, Pdl, Stella Alpina e Union Valdôtaine nella XIII legislatura, nel periodo dal 2009 al 2012.
L’appuntamento odierno, dopo l’ultimo interrogatorio in calendario, quello dell’ex consigliere regionale del Pdl, Enrico Tibaldi, originariamente in programma il 6 marzo (oggi sono presenti in aula anche i quattro imputati dell’Uv, Diego Empereur, Ego Perron, Guido Grimod, Osvaldo Chabod e l’ex consigliere azzurro Anacleto Benin), alle 10 e’ sfociato nel maxi processo con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, a cui hanno aderito tutti e 24 tra ex ed attuali consiglieri regionali e funzionari di partito per i quali la Procura di Aosta – nel novembre scorso – chiese il rinvio a giudizio a vario titolo per peculato, finanziamento illecito dei partiti e indebita percezione di contributi pubblici (al processo, nonostante la richiesta presentata al gup stante l’interesse pubblico dell’oggetto del procedimento, dopo il no pressoche’ unanime delle difese, i giornalisti non sono stati ammessi).
Questa mattina, quindi, il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia, produrrà la sua requisitoria, contestando ai diversi politici coinvolti qualcosa come un milione 495 mila 900 euro di rimborsi, per poi concludere con la formulazione delle richieste al gup.
Più nel dettaglio, il gruppo di Fédération Autonomiste – nel periodo sottoposto a indagine, dal 2009 al 2012 – ha ricevuto fondi per 156.500 euro, con la Procura a contestarne l’utilizzo di 133.000 (93.800 per peculato e 39.200 per finanziamento illecito), a cui se ne aggiungono 23.700 per indebita percezione di contributi pubblici (somma, quest’ultima, che non rientra tra i fondi dei gruppi stanziati direttamente dalla Presidenza del Consiglio regionale); il Pdl ha ricevuto 314.500 euro, ne sono contestati 225.400 (134.000 per peculato e 91.400 per finanziamento illecito), a cui si aggiungono 55.400 per indebita percezione di contributi pubblici; al Pd sono stati erogati 235.900 euro, sono contestati rimborsi per 176.600 euro (67.500 per peculato e 109.100 per finanziamento illecito), a cui se ne sommano 118.800 per indebita percezione di contributi pubblici; all’Union Valdôtaine, che ha ricevuto fondi per 917.300 euro, la Procura contesta l’illecito utilizzo di 428.700 euro (13.000 per peculato e 415.700 per finanziamento illecito); ad Alpe, a cui sono stati stanziati fondi per 393.100 euro, sotto la lente degli inquirenti sono finiti rimborsi per 97.600 euro (13.000 per peculato e 84.600 per finanziamento illecito).
In un simile contesto, corre l’obbligo ricordare come la seconda udienza preliminare, quella che vede coinvolti i tre esponenti di Stella Alpina, Marco Viérin, André Lanièce e Dario Comé, è stata rinviata dal gup Giuseppe Colazingari al prossimo 15 aprile dopo la richiesta dei termini per la difesa avanzata dai loro avvocati.
In quel caso a Stella Alpina sono contestati 236.700 euro per peculato sui 314.500 euro di fondi ricevuti nel periodo di riferimento 2009-2012.
(pa.ba.)

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