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Omicidio a La Salle: «L’unico indiziato è una persona fragile e in evidente difficoltà psicofisica, non può affrontare un interrogatorio»

Omicidio a La Salle: «L’unico indiziato è una persona fragile e in evidente difficoltà psicofisica, non può affrontare un interrogatorio»

Ad affermarlo stamane - una volta appresa la notizia del tentato suicidio in carcere - è stato il legale di Osmany Lugo Perez, che ha aggiunto: «La sera del delitto, oltre all'alcol, pare si sia fatto uso di droghe; chiederò una perizia»

«Il signor Perez si è dimostrato una persona fragile e sensibile, quindi sta patendo non poco la restrizione carceraria. Inevitabilmente questo ha dei riflessi piuttosto evidenti sul suo stato psicofisico, che al momento non è tale da permettergli di affrontare serenamente un interrogatorio (previsto domani, venerdì, a cura del pm Luca Ceccanti, ndr), anche perché alla luce dell’unico incontro che ho avuto con lui, dal suo racconto la vicenda mi è apparsa molto frastagliata e nebulosa».
Questo il primo commento rilasciato questa mattina dall’avvocato Pierluca Benedetto, il difensore d’ufficio di Osmany Lugo Perez, il cubano 34enne in carcere a Brissogne dalla tarda serata di venerdì scorso, 8 maggio, perché accusato di essere l’assassino di Elio Milliery, l’artigiano edile in pensione di La Salle, di 76 anni, ucciso in una scarpata della strada poderale di accesso alla sua abitazione di località Liaey di La Salle, al termine di una violenta lite finita nel sangue a causa dei diversi fendenti sferrati dall’omicida.
Ed è molto probabilmente il precario stato di salute psicofisica dell’unico indagato Osmany Lugo Perez alla base del suo tentativo di suicidio perpetrato ieri sera, mercoledì, alla casa circondariale di Brissogne, col cubano salvato in extremis dall’intervento degli agenti della Polizia penitenziaria. «Voleva sentire sua moglie, alla fine gli è stato concesso di telefonarle, così si è calmato», ha spiegato a riguardo il suo avvocato.
Per quanto riguarda il sopralluogo di stamane sul luogo del delitto, chiesto espressamente dal difensore Pierluca Benedetto, questo ha avuto l’obiettivo di «dare una connotazione spaziale ai fatti noti, anche per poter dare serenamente un giudizio di credibilità alle dichiarazioni rese dai testimoni», ha dichiarato il legale, che ha aggiunto: «Ho voluto avere contezza delle distanze spazio-temporali per poter collocare poi i fatti accertati e quelli ancora da accertare».
Passando alla possibile strategia difensiva che inizia a delinearsi, considerati i pesanti indizi raccolti dagli inquirenti nei confronti del cubano Osmany Lugo Perez (vedi vestiti insanguinati che portava ancora addosso al momento del fermo e il fatto che sia stata la sua stessa moglie ad avvisare telefonicamente i carabinieri della lite in atto tra il marito – dal quale è separata – ed Elio Milliery), l’avvocato Pierluca Benedetto anticipa: «E’ uscito il dato che quella sera, oltre all’alcol, pare sia stato fatto anche uso di sostanze stupefacenti, il che evidentemente da un lato potrebbe costituire un’aggravante per l’unico indiziato, però chiederò anche una perizia medica per accertare l’eventuale stato di tossicodipendenza cronica del mio assistito, perché si è dichiarato assuntore abituale di droghe».
Nella foto – sulla sinistra – il legale difensore di Osmany Lugo Perez, l’avvocato Pierluca Benedetto, questa mattina nel corso del sopralluogo sul luogo del delitto a La Salle.
(patrick barmasse)

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