L’estremo saluto a Ivan Soni: «La parola detta male, fa male; in questi casi quello che parla di più è il silenzio»
CRONACA
di news il
20/05/2015

L’estremo saluto a Ivan Soni: «La parola detta male, fa male; in questi casi quello che parla di più è il silenzio»

«In situazioni del genere quello che parla di più è il silenzio, la parola detta male, fa male, ma le parole giuste possono essere balsamo. La vostra presenza di oggi dice tutto». Così Padre Luigino Da Ros, coadiuvato da don Ugo Reggiani, parroco di Introd, ha voluto intraprendere l’omelia dell’ultimo saluto reso – questa mattina all’interno della chiesa di Maria Immacolata, al Quartiere Cogne di Aosta – al 23enne di Introd, Ivan Soni, morto poco dopo le 3 di domenica sulla strada statale 26, a La Remise di Sarre, dopo avere tamponato con la sua potente Aprilia una Citroën Picasso sulla quale viaggiava la famiglia di Pietro De Fazio, piccolo di appena 20 mesi deceduto anch’egli per le gravi lesioni riportate nello schianto, i cui funerali si sono tenuti ieri pomeriggio, martedì, nella chiesa parrocchiale di Chesallet, a Sarre.
Ivan Soni è stato accompagnato nel suo ultimo viaggio terreno – tra gli altri – dai tanti amici che aveva nell’ambiente calcistico, dopo che nel dicembre scorso aveva cambiato casacca, passando dall’Atletico Châtillon all’Aosta 511.
Familiari visibilmente disperati, quelli del giovane scomparso, in particolare la sorella Stephanie, che al termine della cerimonia ha avuto un mancamento, venendo sorretta dai propri familiari.
Una scomparsa che ha lasciato tutti senza parole, compresa la madre del giovane, che ieri sera in camera mortuaria, al termine del rosario, ha chiesto il perché di una tale disgrazia a Padre Luigino Da Ros, che oggi ha risposto: «Chi fa dono della sua vita, la riavrà, avrà la vita di domani, non la perde perché la disprezza. Ogni scintilla d’amore, è una scintilla di Dio». Rivolgendosi poi direttamente al Signore, Padre Da Ros ha quindi affermato: «Ivan te lo sei preso troppo presto, a questo punto fa che la sua vita sia una donazione affinché possa essere una meteora di luce».
L’omelia del parroco si è ispirata a una parabola, quella di Giobbe, suggeritagli dalla sorella di Ivan Soni, Stephanie, che sostanzialmente chiede conto del «perché Dio mi dà tanto e poi mi toglie tutto?».
La risposta a questo quesito, indirettamente, gliel’ha fornita il giorno prima, al termine del rosario, la madre Santa, che rivolgendosi a Padre Da Ros, ha ammesso: «Sia fatta la volontà di Dio, non capisco il suo progetto, ma sia fatta la sua volontà».
Nella foto la bara di Ivan Soni portata a spalle dai suoi amici all’uscita della chiesa di Maria Immacolata ad Aosta.
(pa.ba.)

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