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Morte Hosquet: archiviate le accuse ai tecnici, la Procura indaga gli organizzatori dell’attività di éliski

Morte Hosquet: archiviate le accuse ai tecnici, la Procura indaga gli organizzatori dell’attività di éliski

In riferimento alla valanga che il 6 febbraio 2014 nella conca di Cheneil, a Valtournenche, uccise la guida alpina Simona Hosquet, il gip ha archiviato le posizioni di Giuseppe Antonello, Gianfranco Sappa e Stefano Pivot; ma c'è un nuovo indagato

Sono state archiviate con ordinanza dell’11 agosto scorso del gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, le posizioni dell’ingegnere Giuseppe Antonello di Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur e delle guide alpine Gianfranco Sappa e Stefano Pivot, indagati nell’ambito della morte della guida alpina trentenne di Antey-St-André, Simona Hosquet, travolta il 6 febbraio 2014 da una valanga nel vallone di Cheneil, a Valtournenche, mentre stava accompagnando due suoi clienti in una discesa di éliski.
I tre tecnici, che al momento dell’imponente distacco stavano effettuando dei rilievi nivometrici per conto dell’Aineva, l’associazione interregionale neve e valanghe a cui aderisce anche la Valle d’Aosta, erano stati già scagionati dalla perizia tecnica svolta dal capitano degli alpini Renato Cresta di Macugnaga, consulenza assunta in sede di incidente probatorio, motivo per cui nelle scorse settimane era stato lo stesso sostituto procuratore Pasquale Longarini a richiedere l’archiviazione delle accuse mosse nei confronti dei tre tecnici indagati.
Insomma, non furono i rilievi nivometrici effettuati a valle dai tre tecnici regionali a causare il distacco della valanga, così come con fu la loro presenza sul ‘luogo incriminato’ a sovraccaricare il manto nevoso.
«Per contro, la causa dell’evento è stata individuata nella intensa e ripetuta attività (45 passaggi) degli sciatori che, fino alla tarda mattinata del giorno dell’incidente, furono portati sulla cresta in elicottero e condotti a valle dalle guide alpine, nonostante il rischio valanghe diramato dal bollettino regionale fosse, per quel giorno, di grado 3 ‘marcato’ su un massimo di 5», fa sapere la Regione attraverso una nota stampa diramata oggi, giovedì 13 agosto.
E ancora, a riguardo del giorno della disgrazia: «Nonostante le condizioni ambientali palesemente riconoscibili, l’attività delle guide e degli sciatori è tuttavia proseguita fino al momento del distacco della valanga. Proprio tale attività, effettuata, secondo le valutazioni del perito d’ufficio, con eccessiva disinvoltura, sarebbe dunque stata all’origine dell’alterazione della stabilità del manto nevoso tale da provocare le fratture dalle quali si è propagata la valanga», conclude la nota.
Archiviata la posizione dei tre tecnici, la Procura della Repubblica di Aosta ha quindi aperto un altro fascicolo per omicidio e disastro colposi, questa volta riconducibile alla sfera degli organizzatori dell’attività di éliski, nell’ambito del quale un nominativo è già stato iscritto nel registro degli indagati. Si tratta di Nicola Corradi, guida alpina e maestro di sci, titolare dell’Heliski Cervinia che all’epoca aveva in affidamento il servizio nella Valtournenche, per il quale nei giorni scorsi il pm Pasquale Longarini ha chiesto l’archiviazione al gip.
(pa.ba.)

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