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Ollomont: muro contro muro maggioranza-opposizione sul progetto delle centraline sull’acquedotto

Ollomont: muro contro muro maggioranza-opposizione sul progetto delle centraline sull’acquedotto

Durante il consiglio comunale convocato questa mattina su richiesta del 20% degli aventi diritto al voto, le cui firme sono state raccolte dalla minoranza, che ha invitato l'amministrazione - che ha risposto «no» - «a rivedere la convenzione col privato»

Muro contro muro. E’ quanto avvenuto tra maggioranza e minoranza nel consiglio comunale straordinario di questa mattina, mercoledì 19 agosto, a Ollomont.
L’adunanza, convocata su richiesta del 20% degli aventi diritto al voto nel paese del Grand Combin, le cui firme sono state raccolte nelle settimane scorse dal gruppo di opposizione ‘Pour Ollomont’, è stata incentrata sui risvolti amministrativi legati al progetto di realizzazione di due centraline idroelettriche sulle condotte dell’acquedotto comunale.
«La raccolta firme non è stata fatta per contestare i contenuti dell’amministrazione, bensì per contestarne il metodo di lavoro – ha premesso il capogruppo di minoranza Alexia Benato -. Serve dare più informazione alla gente, visto che la stessa maggioranza ha sottolineato in una precedente deliberazione ‘l’elevata importanza strategica, economica e ambientale del progetto’. Il problema è che qui a Ollomont si tende a estremizzare ogni situazione, la convocazione del consiglio comunale alle 8.30 di un giorno feriale ne è la dimostrazione», ha affondato.
Dal canto suo, il rieletto sindaco Joël Créton ha replicato: «Il consiglio è stato convocato in base alle disponibilità rese dai singoli consiglieri, l’argomento è delicato ed è giusto che tutti fossero presenti».
Per quanto riguarda i punti in discussione, il primo è stato incentrato sulla convenzione recentemente stipulata tra l’amministrazione di Ollomont e l’imprenditore nel campo dell’energia idroelettrica, Fabrizio Merlet di Ayas, proprietario dell’impianto – già in funzione – con opera di presa sul torrente Eaux Blanches. Il privato, secondo gli accordi presi con il Comune nella passata legislatura, avrebbe dovuto riconoscergli compensazioni ambientali pari a 25 mila euro all’anno per i primi 15 anni e 12 mila 500 euro per i secondi 15. «Vista la nostra necessità di partire subito con la centralina idroelettrica di Berovard, abbiamo deciso di sottoporre a Merlet un’attualizzazione della convenzione nella quale le royalties, anziché essere ‘spalmate’ su 30 anni, ci vengono riconosciute in un’unica soluzione (pari a lavori per 366 mila euro, ndr)», ha spiegato in consiglio il primo cittadino, che ha aggiunto: «Il privato l’ha accettata senza remore. Così facendo, con l’aggiunta di circa 150 mila euro da parte nostra, siamo pronti a partire per la realizzazione dell’impianto sull’acquedotto, impianto che rimarrà di proprietà comunale, quindi i futuri proventi rimarranno interamente pubblici».
La capogruppo di opposizione Benato ha incalzato: «Si tratta di una convenzione lacunosa, nel testo si parla di un progetto esecutivo che ancora non c’è, non si fa alcun riferimento ai costi. Invitiamo vivamente la maggioranza a rivedere la convenzione a progettazione effettuata».
Un invito a cui l’amministrazione – per bocca del sindaco Créton – ha risposto picche, impegnandosi però «a portare in consiglio sia la progettazione della centrale che il contratto con Fabrizio Merlet» e rassicurando che «l’opera sarà progettata da un tecnico di fiducia, abbiamo già avviato la gara per la sua individuazione».
Un progetto, quello della centralina di Berovard, che l’amministrazione vuole fare partire il prima possibile, viste le scadenze – legate al rilascio della subconcessione di derivazione delle acque – imposte dalla Regione. «La prima scadenza, quella dei 12 mesi legati all’avvio dell’iter autorizzativo, è già scaduta, quindi non vediamo il perché di tanta fretta, soprattutto considerata l’incognita relativa al decreto statale sugli incentivi, che sicuramente rivedrà al ribasso» i certificati verdi, hanno puntualizzato all’unisono i consiglieri di minoranza Alexia Benato e Giorgio Pollastro, che ha poi chiesto lumi sull’altra centrale in progetto, quella sull’acquedotto del Berio. «La nostra priorità è l’impianto di Berovard, per la centrale del Berio il Comune non ha le risorse necessarie ad avviare alcunché, quindi a breve indiremo un bando per l’individuazione di eventuali partner privati interessati», hanno fatto sapere dalla maggioranza.
A questo punto dall’opposizione è partito un interrogativo ripetuto a più riprese: «Se qualche privato si facesse avanti per portare a compimento il progetto, a quel punto di chi diventerebbero le condotte dell’acquedotto e l’acqua che vi scorrerà dentro?». «La subconcessione è del Comune, su questo non ci sono dubbi – ha replicato Créton -. Al massimo verrebbe volturata la subconcessione al privato, ma l’amministrazione si ritroverà una condotta completamente nuova, visto che quella attuale necessita di continui lavori di manutenzione perché ormai obsoleta».
«Perché non utilizzare i proventi della centralina di Berovard per finanziare quella del Berio?», è stata la domanda posta dal consigliere Giorgio Pollastro, a cui il primo cittadino ha replicato: «L’impianto di Berovard difficilmente verrà completato per il 2016, in più il sistema degli incentivi è tuttora un’incognita, quindi entro il prossimo consiglio di ottobre, se l’opposizione ha delle proposte concrete e sostenibili per il Berio, che le porti».
La procedura legata alla centralina del Berio è stata quindi «sospesa» fino al prossimo consiglio comunale di ottobre, mentre quella dell’impianto di Berovard «seguirà l’iter già intrapreso, anche perché il Comune vi ha già speso delle risorse e, inoltre, non possiamo permetterci di perdere la subconcessione rilasciataci dalla Regione», ha concluso il sindaco di Ollomont.
Nella foto il consiglio comunale di questa mattina.
(pa.ba.)

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