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Resistenza e violenza pubblico ufficiale: Pili cambia strategia

Resistenza e violenza pubblico ufficiale: Pili cambia strategia

Il nuovo avvocato dell'aostano arrestato il 7 ottobre non ha più fatto cenno alle presunte percosse subìte, ma ha proposto la messa alla prova e il risarcimento di 500 euro a testa ai due agenti feriti; il 23 febbraio la prossima udienza

Cambio di legale e di strategia difensiva da parte di Alessandro Pili (foto), il 23enne aostano arrestato il 7 ottobre alla periferia di Aosta per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nella prima udienza del processo per direttissima, l’avvocato Pierluca Benedetto, che in quell’occasione rappresentava il giovane, aveva sostenuto che il suo assistito avesse «subìto percosse» dopo l’arresto, il che aveva fatto decidere al giudice Marco Tornatore di sospendere l’udienza per valutare se trasmettere in procura gli atti relativi alle presunte botte incassate. Il processo è ripreso oggi e Corinne Margueret, nuovo legale di Pili, non è tornata su questo aspetto della vicenda, avanzando invece la proposta della messa alla prova del suo assistito, condita da un risarcimento di 500 euro a testa ai due agenti di Polizia (rappresentati dall’avvocato Stefano Moniotto) per le lesioni provocate durante il suo arresto. Il giudice ha aggiornato il processo al 23 febbraio 2016, quando dovrà dare il consenso al programma che verrà proposto dall’Ufficio Esterno Esecuzioni Penali per l’estinzione del reato. Il fascicolo sulle presunte percosse subìte è stato comunque trasmesso alla procura; se si dovesse arrivare in aula (ipotesi remota) e le lesioni non venissero provate, il giovane rischierebbe l’incriminazione per calunnia.
Nella serata del 7 ottobre, Pili, alla guida della sua vettura, nell’ambito di un’attività antidroga sulla strada statale 26, in prossimità del semaforo con via della Croix Noire, non si era fermato all’«alt» dei poliziotti e, con una manovra brusca, aveva urtato uno degli agenti, facendolo cadere a terra, prima di darsi alla fuga in direzione di St-Christophe dove l’auto era stata bloccata un chilometro e mezzo più avanti, in fondo a un vicolo cieco. Secondo gli inquirenti, Pili aveva poi cercato la fuga a piedi dopo aver colpito un altro agente con lo sportello del veicolo. Al termine di una breve colluttazione gli agenti erano riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo, denunciando la fidanzata che era con lui – A.L.G. di 19 anni – a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, avendo cercato anche lei di scappare a piedi.
(d.p.)

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