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Rapina campanacci: ridotta pena all’intermediario Corrado Daudry

Rapina campanacci: ridotta pena all’intermediario Corrado Daudry

Derubricando il reato in ricettazione, la pena inflittagli è scesa da 3 a 2 anni di reclusione; invariata la provvisionale di 20.000 euro da riconoscere alla parte civile, la 93enne Cornelia Bétral

Pena ridotta di un anno, da 3 a 2, dopo la derubricazione del reato da rapina a ricettazione, quella riconosciuta nel processo di secondo grado presso la Corte d’Appello a Torino a Corrado Daudry di Quart, 63 anni il prossimo 18 marzo (foto), con la provvisionale di 20.000 euro immediatamente esecutiva di risarcimento danni confermata in toto.
I fatti risalgono all’8 febbraio 2012, giorno della rapina pluriaggravata nell’abitazione dell’anziana Cornelia Bétral, 93 anni, al Pont Suaz di Charvensod.
Dalla casa della donna, che venne immobilizzata su un letto con braccia, gambe e collo legati, vennero rubati 12 campanacci di valore, due dei quali mai restituiti alla parte civile.
Renato Quendoz, 69 anni di Gressan – mandante del furto – e Salvatore Agostino, 54 anni di Aosta – esecutore materiale della rapina «insieme a una persona straniera che ora abita a Verona» – avevano già patteggiato per i fatti rispettivamente un anno e 8 mesi e due anni di reclusione.
Daudry, invece, si è sempre dichiarato innocente: lo stesso Agostino, citato come teste in aula nel processo di primo grado ad Aosta, aveva dichiarato che «Daudry non partecipò alla rapina».
Secondo il pm Daniela Isaia, che aveva chiesto la condanna dell’imputato a 6 anni di carcere, Corrado Daudry però «sapeva benissimo il luogo in cui sarebbe poi stato perpetrato il furto, proprio perché è stato il Daudry stesso a indicarlo all’Agostino», motivo per cui «nonostante il suo ruolo di intermediario per la vendita dei campanacci a Renato Quendoz, si ravvisa il pieno concorso nella rapina di Corrado Daudry, a maggior ragione perché conosceva i luoghi e il fatto che la signora Cornelia Bétral era sola e vedova», aveva concluso la requisitoria il pm Isaia nel processo di primo grado.
Fino al giudizio di appello a Torino, con i giudici che – derubricando il reato da rapina a ricettazione – hanno fatto scendere a 2 gli anni di reclusione inflitti a Daudry.
(pa.ba.)

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