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Corecom: sold-out per i protagonisti del MotoGP

Corecom: sold-out per i protagonisti del MotoGP

Nella sala Maria Ida Viglino, il dottor Claudio Costa, della clinica mobile della MotoGP e i piloti Loris Capirossi e Virginio Ferrari

Da medico e secondo papà di buona parte dei grandi piloti del MotoGP a cantore degli eroi che dà un significato ai gesti e alle parole dei piloti.
Questo è il dottor Claudio Marcello Costa, medico, fondatore della clinica mobile e figura al centro del dibattito ‘Esistono gli eroi?’ che il Corecom valdostano ha organizzato ieri sera, giovedì, nella gremita sala Maria Ida Viglino di palazzo regionale che per accogliere il pubblico ha per una sera chiuso un occhio al regolamento sulla capienza e aperto le porte dell’attigua saletta.
La serata è iniziata con il ricordo di Enrica Ferri, presidente del Corecom valdostano, cugina del dottor Costa e del fratello Carlo, voce storica dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola che ha raccontato di una foto di lei, «di neppure un anno, sul podio di Imola, in braccio a Giacomo Agostini», il pilota bresciano detentore di 15 titoli mondiali e per questo considerato il più grande campione del motociclismo di tutti i tempi.
Da Franco Uncini a Virginio Ferrari
Proprio Carlo Costa ha condotto la serata, intervellando la presentazione degli ospiti con filmati e qualche arguto commento, senza dimenticare un saluto a Michael Schumacher.
Si comincia con l’intervento salvavita a Franco Uncini, nel racconto «di un drammatico giorno a Salisburgo»; si prosegue con l’emozionante racconto dell’intervento salvavita portato a Virginio Ferrari che nel 1979, sul circuito di Imola, in prova, cadde alla curva del Tamburello «cade e muore» – ha spiegato il dottor Costa, «fino a che Beppe Russo, anestesista, diede sospiro al suo respiro» e lo riportò in vita dopo l’arresto cardiaco.
Indietro al 1979
A questo punto, uno dei momenti più emozionanti della serata; Carlo Costa si riveste da speaker e racconta l’emozione di quel giorno di 37 anni fa a Imola, quando Ferrari, strappato alla morte, corse su Suzuki e arrivò secondo, dopo Kinny Roberts, «e l’autodromo era tutto in piedi a celebrare la vita di Virginio» – ha raccontato Carlo, tra le lacrime del fratello Claudio e l’abbraccio con Virginio Ferrari.
«CapAcità, cura, amore, rapporto personale, lui lo ha sempre fatto, con chiunque abbia chiesto e chieda il suo aiuto» – ha detto Virginio Ferrari –«Claudio ha elaborato una personalissima medicina che dice di aver imparato con noi, mentre siamo noi dei miracolati, perchè lui si è dedicato a noi».
Alex Zanardi, impegnato nella preparazione per alcuni importanti appuntamenti sportivi dei prossimi mesi, ha mandato un contributo video nel quale ha parlato di un ambiente competitivo nel quale scienza e tecnologia si fondono e ha esaltato la figura professionale del dottor Costa.
«Un esempio chiaro di come le imperfezioni del corpo non scalfiscono l’anima – ha detto di lui il dottor Costa. Alex ha giocato a scacchi con la Signora Nera per sette volte, sette arresti cardiaci (nel tremendo incidente in Germania, nel settembre 2001, durante il quale perse le gambe). Ma quando si è risvegliato, ha detto di aver battuto la morte. Ecco questo accade, questa è la magia, se anche succede qualcosa di terribile, i può essere felici».
Loris Capirossi
Grandi applausi per il pluricampione Loris Capirossi ;«ne ho due di papà, il mio naturale e Claudio» – ha spiegato – ripercorrendo le decine e decine di volte, sin dalla tenera età, durante le quali si è affidato al dottor Costa.
Capirossi non sarà quest’anno a fianco di Guido Meda ai microfoni di Sky per il commento delle gare del MotoGP; «torno alla direzione gara, non che io possa risolvere niente, ma darò il mio contributo, frutto della mia esperienza». Tra i tanti aneddotti – come la volta che si procurò tre fratture alla mano, sistemate dal dottor Costa per correre il giorno successivo, ma fu messo nuovamente ko dal medico di gara, «che me la distrusse di nuovo la mia mano quel co…» – ha detto. O la volta che si bucò un polmone e dovette affrontare i controlli in aeroporto con l’apparecchiatura attaccata al torace, «una volta a casa, via il tubo dal polmone, un piatto di tortelli e via,si corre».
«E’ pazzo, è il re dei pazzi» – ha detto Capirossi al suo secondo babbo – «ma abbiamo vinto, perchè abbiamo vinto, non ho vinto io».
Mick Doohan
E a proposito di vittorie, il dottor Costa ha proposto un filmato del campione Mick Doohan; «mi ha sempre e solo chiesto di correre, mai di salvargli la vita» – ha detto, raccontando della volta che dopo un tremendo incidente ad Assen, nel GP olandese, il pilota rischiò l’amputazione della gamba. In quell’occasione Doohan fu ‘rapito’ dal dottor Costa e dal suo staff,«bhè un medico con alcuni infermieri che entra in ospedale e si occupa di un malato, niente di strano» – ha scherzato il dottor Costa. Non solo gli salvò l’arto, ma lo riportò in pista tanto che per cinque volte consecutive, nella classe 500, vinse il campionato mondiale tra il 1994 e il 1998.
Marco Simoncelli
Un lungo applauso e tutti in piedi, dopo il filmato tributo a Marco Simoncelli e commovente il racconto del dottor Costa; «tutti hanno un angelo custode vicino – ha raccontato Claudio Costa passeggiando tra il pubblico – ma il 23 ottobre 2011, proprio mentre l’angelo custode di Marco stava per scostarlo e portarlo in salvo, dopo la caduta, lui ha continuato a tenere quel manubrio incollato alla sua mano; il sogno di correre, il sogno di quel ragazzo era quel manubrio e stringendolo, continuando a stringerlo, lui ha vinto la sua corsa contro la morte, quella Signora Nera che stava al di là dell’asfalto. I ragazzi che sognano sono impastati dalle mani degli dei – ha detto il dottor Costa – e alla morte, Marco, non ha lasciato neppure le briciole. Quelle briciole che io ora regalo a voi, viva Marco» – ha concluso.
«Da quanto si è ritirato dalla sua attività di medico, il dottor Costa è diventato cantore degli eroi – ha commentato il giornalista e scrittore Luca Delli Carri – dando un perchè ai gesti dei pilote. Lo stesso ha fatto con Marco Simoncelli, la cui morte è diventata un fenomeno mediatico senza precedenti. Nel libro che gli ha dedicato, ha dato un senso a questa morte».
la clinica mobile
La serata si è conclusa con un filmato che parla della clinica mobile, inaugurata nel febbraio 1977 in Costa Azzurra e ‘in pista’ a Salisburgo giusto tre mesi dopo. «Questa clinica è una casa, una casa che ho donato al meraviglioso mondo del motociclismo» – ha concluso, mentre scorrevano le immagini dei grandi piloti, tra i quali Valentino Rossi, Marco Melandri, Marc Marquez
Esistono gli eroi?
Esistono gli eroi quindi, soprattutto in un mondo di sport, adrenalina e limiti che cercano di essere superati?

«Certamente la comunicazione può esaltare, colorare, arricchire – ha concluso la presidente del Corecom Enrica Ferri – ma gli eroi esistono e questa sera, qui, a regalarci emozioni, ce ne sono tanti».
Nella foto, da sinistra Virginio Ferrari, il dottor Claudio Marcello Costa, Loris Capirossi e Luca Delli Carri; alle loro spalle, il presidente del Consiglio regionale Marco Viérin e la presidente del Corecom Enrica Ferri.
(cinzia timpano)

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