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Estorsione: «Denaro in cambio della protezione del giovane barista»

Estorsione: «Denaro in cambio della protezione del giovane barista»

Nuovi dettagli sull'arresto in flagranza di reato di Santo Mammoliti, che secondo gli inquirenti ingenerò «nella sua vittima la convinzione di essere pedinato da malviventi extracomunitari»; l'arrestato si è invece difeso: «Era solo un prestito»

«Aveva ingenerato nella sua vittima (un giovane barista aostano, ndr) la convinzione di essere pedinato da malviventi extracomunitari che avevano intenzione di rapinarlo e, in cambio di denaro, gli aveva offerto la sua protezione». Emergono nuovi dettagli sull’arresto in flagranza di reato di Santo Mammoliti, 42 anni di Aosta, scoperto mentre si stava facendo consegnare dalla sua vittima l’ennesima busta con dentro del denaro.
«Il giovane è rimasto pesantemente colpito dal paventato pericolo, tanto da dover richiedere un prestito bancario per riuscire a far fronte alle richieste del suo pseudo-protettore», fanno sapere ancora dalla Questura di Aosta.
Santo Mammoliti risulta già noto alle cronache locali per essere stato arrestato all’alba del 22 giugno 2013 nell’ambito dell’operazione ‘Hybris’ dei carabinieri sulla presenza di personaggi legati alla ‘ndrangheta in Valle d’Aosta – in II grado a Torino gli sono stati inflitti un anno e 8 mesi di reclusione – e per essere stato condannato a 10 mesi di carcere il 20 novembre 2014 per una truffa in concorso ordita nei confronti di un anziano gioielliere del Capoluogo.
Secondo quanto appreso, Mammoliti è stato arrestato martedì dalla Squadra mobile della Questura di Aosta, che stava indagando da tempo sull’estorsione promossa nei confronti del giovane barista, all’indirizzo del quale Mammoliti da tempo richiedeva soldi, a cadenza pressoché settimanale.
Dalla Procura hanno confermato che le richieste estorsive oscillavano dai 150 ai 200 euro a volta, per arrivare a una cifra complessiva non lontana dai tremila euro.
L’indagine è stata coordinata dal pm Eugenia Menichetti, con il gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, che ieri – giovedì – ha sottoposto l’arrestato all’interrogatorio di garanzia direttamente in carcere a Brissogne, nel corso del quale – assistito dal suo legale, l’avvocato Emanuela Bellini del foro di Torino – si è difeso: «Nessuna estorsione, si trattava di un prestito che avrei restituito. Sono rimasto senza lavoro e sono in attesa della disoccupazione».
Secondo gli inquirenti le richieste di denaro si sarebbero protratte dalla scorsa estate, andando avanti fino a pochi giorni fa.
(pa.ba.)

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