Posted on

Nuova maggioranza, Uv divisa

Nuova maggioranza, Uv divisa

Al Conseil Fédéral di ieri sera sei voti negativi e quattro astensioni, tra cui la Jeunesse. Rollandin: questa è un'alleanza che deve andare oltre il 2018

A maggioranza, non all’unanimità. L’allargamento della maggioranza, con l’ingresso in giunta del dissidente per eccellenza del 2012, Laurent Viérin, hanno ottenuto il sì del Conseil Fédéral dell’Uv, riunitosi ieri sera a Quart, ma anche sei voti contrari e quattro astensioni, tra cui quella Jeuenesse Valdotaine.In un clima di ovattata indifferenza, Augusto Rollandin ha saputo gestire un Conseil Fédéral per nulla remissivo, anche se solo in alcuni suoi componenti. Applausi scarsi, attenzione lasca, ma soprattutto poca voglia di intervenire forse anche a causa del fatto che tutte le decisioni erano già state prese. L’ultima in ordine di tempo è stata quella delle poltrone da assegnare all’Uvp, che è stata decisa alle 18, con un cambiamento di rotta rispetto a quanto trapelato in giornasta, con Laurent Viérin che ritorna in giunta dopo quattro anni e lo fa da assessore alla Sanità e Andrea Rosset che sale a ricoprire la carica di presidente del Consiglio. Vice-presidente sarà Marco Viérin, che ha dovuto lasciare la carica alla’Uvp, mentre la vice-presidenza che spetta alla minoranza e il segretariato della minoranza andranno entrambi ad Alpe perché il M5S ha rinunciato.Tutto semplice? No, perché, malgrado Rollandin abbia spiegato che questa era una manovra necessaria a portare a termine le riforme necessarie per modernizzare la Valle e adeguare lo Statuto, una parte del Conseil ha detto chiaramente no, mentre un’atra parte non è risultata convinta. Non sono mancate le puntate polemiche di chi riteneva che siano stati sacrificati gli unionisti “leali” (leggi l’assessore Antonio Fosson) a favore di coloro che avevano tradito e che con “arroganza” avevano richiesto non di ritornare e collaborare, ma di fare i protagonisti (leggi soprattutto Laurent Viérin).Rollandin ha risposto con un tono pacato e tranquillo, quasi dimesso, forse anche per non dare spazio a chi lo aveva accusato di arroganza. Ha detto che finalmente chi ha tanto criticato ora ha la possibilità di dimostrare di avere delle soluzioni per i problemi e che in politica i problemi si affrontano non a livello personale. «I 27 punti – ha detto il presidente della Regione – non sono un nuovo programma, ma delle aggiunte al vecchio programma di coalizione e questa nuova alleanza rende possibile proprio realizzare il programma di quella coalizione».«Questa è un’alleanza che deve avere come obiettivo oltre il 2018, deve andare oltre la legislatura» ha affermato Rollandin, facendo storcere il naso a più di uno.(Bruno Fracasso)

Condividi

LAST NEWS