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Casinò, basta ricapitalizzazioni

Casinò, basta ricapitalizzazioni

A chiederlo a gran voce sono i gruppi di opposizione in Consiglio regionale

«Casinò, basta ricapitalizzazioni». Lo hanno chiesto questa mattina alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva a gran voce le opposizioni in Consiglio regionale.Tre interpellanze al fulmicotone. Ciò che emerge è la forte preoccupazione che il Casinò di Saint-Vincent continui a essere un pozzo senza fondo per quanto riguarda le ricapitalizzazioni. A dare fuoco alla miccia, Elso Gerandin (Gruppo misto): «C’è una differenza tra privato e il Casinò: se un albergo non paga le rate di mutuo, gli sequestrano gli immobili». A pungolare sul piano marketing, debole, visti i numeri dei giocatori, soprattutto in questo ultimo trimestre (negativi, come scritto da Gazzetta Matin lunedì scorso) è stato il consigliere pentastellato Roberto Cognetta: «Alla domanda in Commissione fatta da me a Scordato, dove gli chiedevo in che cosa consisteva la strategia, la risposta è stata: prima devo fare il prodotto e poi venderlo. Bene, a oggi questo prodotto non lo vediamo. A noi consiglieri normali non sono stati svelati i piani di sviluppo a fronte degli investimenti fatti. Il quadro del Casinò ora: continuano a esserci gli stessi vizi di prima ma con risultati ancora più preoccupanti. Siamo arrivati a fine corsa». L’assessore Ego Perron ha cercato di rassicurare, affermando che «le iniziative di marketing hanno bisogno di tempo. Siamo preoccupati anche noi della situazione della Casa da gioco e continuiamo a monitorare. A oggi non è prevista da parte della proprietà l’erogazione di altri fondi, il Casinò procederà con i suoi budgets. Comunque la società ha pagato tutte le rate di finanziamento». A dare il colpo di grazia ci ha pensato il capogruppo di Alpe, Albert Chatrian: «Mentite sapendo di mentire; abbiamo capito che state cercando di archiviare anche la coppia Sommo e Scordato. Prima avete mandato via Frigerio. Non vorrei che tutti i discorsi su privatizzazione sì o no venissero fatti per deviare l’attenzione sul disastro Casinò. Tanto lo sappiamo che a dicembre ci direte che l’unica possibilità sarà quella di ricapitalizzare e giustificherete dicendo che è necessario. Manca una gestione, all’interno è il caos totale, non c’è più un responsabile e se c’è è arrogante. Se uno fa terra bruciata intorno a sé, è capo di se stesso, anche se percepisce 200 mila euro all’anno. Al Casinò ci sono dirigenti che guadagnano tanti soldi e non sanno che cosa fare tutto il giorno». All’unisono tutti e tre i consiglieri di opposizione hanno ,inoltre, lamentato la mancanza di risposta ai 116 da parte del Casinò che si trincera dietro la sentenza del Tar “privacy”.(Teresa Marchese)

 

 

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