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Polizia: indagata infermiera Casa salute mentale di Brusson

Polizia: indagata infermiera Casa salute mentale di Brusson

Nell'ambito dell'inchiesta sul possibile utilizzo di droga da parte di tossicodipendenti in cura, le ipotesi di reato a suo carico sono di furto e detenzione di sostanze stupefacenti; ma la Procura vaglierebbe anche altri aspetti

Possibile svolta nelle indagini avviate dalla Squadra mobile della Questura di Aosta sulla Casa di salute e igiene mentale di Brusson, dopo che nei giorni scorsi poliziotti e funzionari dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta hanno effettuato una perquisizione – su disposizione della Procura della Repubblica di Aosta – nell’ambito della quale sarebbe stata trovata modica quantità di droga in una borsa nella disponibilità di un’infermiera, che risulta iscritta nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di furto e di detenzione di sostanze stupefacenti.L’attività degli inquirenti sarebbe scattata a seguito di due differenti azioni: la prima, una lettera spedita nel mese di luglio al Ser.D., il Servizio per le dipendenze dell’Usl; la seconda, una denuncia inoltrata direttamente in Questura da parte di alcuni genitori.La principale ipotesi attualmente al vaglio degli investigatori sarebbe legata al possibile utilizzo di sostanze stupefacenti da parte di alcuni giovani tossicodipendenti in cura all’interno della struttura protetta, gestita dalla società CSM Srl, che svolge il proprio servizio in convenzione con l’Azienda Usl della Valle d’Aosta, nei cui uffici gli inquirenti sono già andati diverse volte, così come a Brusson, al fine di prelevare documentazione tuttora oggetto di approfondimenti investigativi.Delibere, fatture e singoli provvedimenti amministrativi che lascerebbero intendere come l’attenzione degli uomini della Questura – coordinati dal sostituto procuratore Pasquale Longarini, al quale si è ora affiancato anche il procuratore capo Marilinda Mineccia – si stia probabilmente dirigendo anche verso altri soggetti e verso altre eventuali ipotesi di reato.Quello che al momento si sa è che l’infermiera indagata è stata sottoposta anche a perquisizione domiciliare, nell’ambito della quale sarebbero emersi altri riscontri, relativi principalmente all’ipotesi che la dipendente abbia prelevato illecitamente metadone dalla farmacia interna al centro riabilitativo e terapeutico.La struttura, che può contare su 77 posti a disposizione, da convenzione con l’Azienda USL della Valle d’Aosta ne prevede espressamente 28 per il soddisfacimento del fabbisogno regionale, 13 dei quali destinati proprio a coloro che presentano problemi legati all’assunzione di sostanze stupefacenti.(pa.ba.)

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