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Estorsione: concessi i domiciliari ai due arrestati a St-Vincent

Estorsione: concessi i domiciliari ai due arrestati a St-Vincent

Nell'interrogatorio di garanzia, Bruno Antonio Sanzotta - dopo aver negato le minacce all'impresario termale - ha dichiarato che la cifra richiesta faceva riferimento a lavori eseguiti e mai pagati; Antonio Pasquale non ha invece parlato

Dopo la convalida degli arresti in carcere a Brissogne e gli interrogatori di garanzia, il gip del Tribunale di Aosta, Davide Paladino, ha concesso gli arresti domiciliari a Bruno Antonio Sanzotta, 63 anni di Verrès, e ad Antonio Pasquale, 51 anni di Sanremo.I due – il primo muratore, il secondo attualmente disoccupato – erano stati arrestati in flagranza di reato lunedì dai carabinieri del Nucleo operativo di Châtillon Saint-Vincent, mentre si stavano facendo consegnare una busta con dentro 700 euro da un impresario edile di Saint-Vincent, nel piazzale delle terme.Accusato di estorsione al pari di Pasquale, Sanzotta questa mattina ha riferito al giudice che il denaro richiesto all’impresario – sceso a un acconto di 700 euro dopo una richiesta iniziale di 20 mila euro – sarebbe servito per andare a sanare un debito che lo stesso impresario termale avrebbe avuto nei suoi confronti, per lavori eseguiti nel 2008 e mai saldati.Pasquale, dal canto suo, nell’interrogatorio di garanzia si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. I due – secondo la denuncia presentata ai militari dell’Arma dei carabinieri – la settimana scorsa si erano presentati nell’ufficio dell’impresario e, intimandogli di pagare la cifra richiesta, l’avrebbero minacciato, accusa – quest’ultima – respinta dal Sanzotta in sede di interrogatorio.(pa.ba.)

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