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Bando anziani Aosta: ancora battaglia, ma maggioranza fa quadrato

Bando anziani Aosta: ancora battaglia, ma maggioranza fa quadrato

Minoranze all'attacco chiedendo di vincolare i fondi e i risparmi per il servizio anziani; tanti i dubbi sollevati sul ribasso dell'11,11% proposto da Leone Rosso

Non basta l’assegnazione provvisoria, con un ribasso dell’11.11%, del bando anziani alla cooperativa Leone Rosso per sradicare l’argomento dal consiglio comunale aostano. Anzi, nelle oltre tre ore di dibattito, quello a cui si assiste è la riproposizione di un autentico muro contro muro tra maggioranza (con qualche immancabile frecciatina al suo interno) e minoranza, nella discussione della mozione emendata da parte del consigliere Etienne Andrione. E già questo emendamento è un primo motivo di scontro, visto che l’opposizione ripiega su questa strada dopo che non sono state ammesse all’ordine del giorno le due altre mozioni riguardanti proprio il bando anziani e che, tra le altre cose, chiedevano il vincolo di spesa dei 400 mila euro derivanti dalla riduzione, da parte della Regione, della sanzione per lo sforamento del patto di stabilità.

La mozione

Bocciata con nove voti a favore della minoranza e l’astensione in massa della maggioranza, come richiesto dall’assessore Sorbara, la stessa «ridotta a contenitore delle precedenti, visti i cambiamenti avvenuti in questi giorni» è stata esposta da Etienne Andrione e richiedeva di vincolare i fondi provenienti dalla riduzione della sanzione al servizio anziani e annunciare la posizione dettagliata sul tema.

La maggioranza

Interviene in chiusura, ma spariglia le carte in tavola come fatto già ottobre, l’assessore alle Finanze Carlo Marzi: «Siamo partiti da settembre, perché qualcuno ha fatto cinquanta giri, invece di esprimersi come molti di noi in maniera sempre uguale – esclama -. Ricordo che nella delibera 133, si impegnava a reperire risorse per il prossimo bilancio previsionale, in particolare dal recupero delle sanzioni per il patto di stabilità, atto formale che peraltro non esiste ancora. Sono arrivati soldi al Comune? No. E come detto in quinta commissione la data ultima per la revoca del bando era il 21 novembre, momento in cui ci saremmo trovati nell’impossibilità di garantire i servizi alla persona necessari. Insomma, quando parlate di prendere in giro, pensate a voi stessi, visto che io dissi già a ottobre di fare attenzione alle promesse. In più, ricordo che con il bilancio armonizzato, a dicembre non si possono fare variazioni. Siamo oltre la zona Cesarini da metà novembre».

Il primo cittadino Fulvio Centoz rincara la dose, parlando di un «bando che ha prodotto risultati, con l’aggiudicazione provvisoria a una cooperativa valdostana che conosce il territorio e ne conosce pregi e difetti. Se ha fatto un ribasso simile, evidentemente pensa di poterlo sostenere con economie di scala. Sarà considerato anomalo? In quel caso subentrerà la seconda classificata, che ha proposto un ribasso del 7%, per un risparmio di ben 300 mila euro. In terza commissione troveremo la soluzione corretta per utilizzo dei fondi». Centoz si toglie anche un sassolino: «Prima ero il killer della cooperazione e del lavoro, ora sono il sindaco delle cooperative: sono solo l’unico che ha sempre tenuto un comportamento costante».

L’assessore alle Politiche Sociali, Marco Sorbara, ricorda la convinzione di dover ritirare il bando, ma considera come «la delibera regionale che darebbe maggiori fondi non ha ancora terminato l’iter, per cui di fatto è una dichiarazione d’intenti su cui non si può fare affidamento. In più non ci sono tempi tecnici per una revoca e la pubblicazione di un nuovo bando; siamo andati avanti per evitare interruzione di pubblico servizio, ora ci impegneremo a usare le nuove risorse, investendo soldi eventualmente provenienti dalla Regione e i risparmi». Sorbara snocciola anche delle cifre, parlando di esuberi attuali, al netto dei risparmi da reinvestire, di «1.84 coordinatori (con impiego a 38 ore), 0.05 animatori, 1 cuoco, 1.39 aiutocuoco, 2.79 ausiliari, 7.41 tra oss e Sad e 4 operatori di prossimità, per un totale di 16 esuberi».

Minoranza all’attacco

Non sono ovviamente mancati gli strali della minoranza, con Etienne Andrione che si chiede come sia possibile che il presidente di Leone Rosso, Cesare Marques, «possa indicare al Comune che cosa si deve fare con i soldi risparmiati – attacca -, ossia reinvestire soldi nel discorso del sesto quinto. Il problema è che questo espone a ricorsi; sapevamo che la cooperativa aveva potere, ma non credevamo così tanto».

Nicoletta Spelgatti (Lega Nord) parla di «ennesimo bavaglio messo, nonostante si siano verificate tutte le condizioni negative che avevamo paventato: un ribasso inconcepibile e un’assegnazione proprio grazie a questo, per di più a una cooperativa che non ha ancora idea di quali potrebbero essere gli esuberi. Mi chiedo, ma se il servizio è sostenibile con queste cifre, che cosa si è fatto prima con i nostri soldi?».

«Volevamo evitare che le crocette premiassero chi spendeva meno, invece è successo proprio questo, un appalto per un servizio sociale assegnato col massimo ribasso – tuona Andrea Manfrin (Lega) -. Noi chiedevamo un ritiro del bando indipendente dai mancati introiti, proprio per evitare il vostro giochino; venga almeno garantito che tutti i risparmi e le minori sanzioni siano reinvestiti e non finiscano in mille incarichi e rivoli per chiudere i buchi di bilancio 2017». Mentre Luca Lotto (M5S) va contro le metodologie con cui è stato redatto il bando e attacca «il sindaco per aver giustificato l’offerta anomala della Leone Rosso, disattendendo per di più due deliberazioni di Consiglio», Carola Carpinello (Altra VdA) insinua l’insostenibilità del ribasso. «Se una grande cooperativa come Elleuno si è fermata a un ribasso del 4%, viene difficile capire come sia sostenibile un -11.11%: ma evidentemente, il presidente della Leone Rosso sapeva già che il famoso sesto quinto sarebbe arrivato in ogni caso».

(alessandro bianchet)

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