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Casinò: primi indagati per false comunicazioni sociali

Casinò: primi indagati per false comunicazioni sociali

Nell'ambito dell'inchiesta penale sulla gestione della casa da gioco e del suo maxi piano di rilancio finito con un buco nell'acqua, con la Finanza che questa mattina ha acquisito a palazzo regionale i verbali dei lavori della II commissione consiliare

Acquisizione di documenti, quella operata questa mattina a palazzo regionale ad Aosta dagli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza nell’ambito delle indagini avviate sulla gestione del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent.Più precisamente, a essere acquisiti sono stati i verbali dei lavori della seconda commissione consiliare ‘Affari Generali’ presieduta dal consigliere Leonardo La Torre, che nel corso delle ultime settimane si è concentrata nell’audizione di manager, tecnici ed esperti in riferimento alla situazione disastrosa in cui versa la casa da gioco valdostana.Un dossier, quello del Casinò, che si è in qualche modo inserito anche nella discussione sul bilancio regionale, i cui atti sono stati a loro volta prelevati dalle Fiamme Gialle.Un’acquisizione documentale che rientra all’interno dell’inchiesta penale in capo alla Procura della Repubblica di Aosta, considerato che i risvolti più prettamente amministrativo-contabili sono già stati consegnati al procuratore regionale della Corte dei Conti, Roberto Rizzi, che a breve dovrebbe inviare i relativi inviti a dedurre.La Procura contabile ipotizza un danno erariale di oltre 100 milioni di euro, così come anticipato da Gazzetta Matin sul numero del 9 gennaio scorso, mentre per quanto attiene ai risvolti penali legati alla gestione della casa da gioco di Saint-Vincent e del suo maxi piano di rilancio finito con un buco nell’acqua, l’attività di indagine risulta tuttora in corso.Da quanto appreso, alcuni amministratori risultano già iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali riguardo al bilancio del Casinò.Insomma, l’annosa questione relativa alla reiterata iscrizione a bilancio delle imposte anticipate sembra proprio aver presentato il conto, se è vero che il reato ipotizzato riguarderebbe gli amministratori e i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili della società, che – «con l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto» – nei bilanci avrebbero esposto fatti non rispondenti al vero, omettendo informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società.(pa.ba.)

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