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Fatture false nell’idroelettrico: sei indagati

Fatture false nell’idroelettrico: sei indagati

Tutti riconducibili al Gruppo Berger, tra cui il sindaco di Brusson, per la GdF avrebbero truffato per 234 mila euro il Comune di Fénis gonfiando per 650 mila euro i costi dei lavori di manutenzione della maxi centrale gestita dalla Hydro Electrique Spa

Truffa a danno del Comune di Fénis per 234 mila euro e fatture con costi gonfiati per 650 mila euro. Nuova tegola in arrivo sul Gruppo Berger di Champdepraz, dopo quella relativa alla richiesta di restituzione di 5,8 milioni di euro di certificati verdi avanzata a febbraio 2016 dal GSE, con il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Aosta che ha formalmente concluso un’indagine per truffa a danno dell’amministrazione comunale di Fénis, false fatturazioni e dichiarazioni fraudolente «a carico di un gruppo di imprese operanti nel settore dell’energia idroelettrica attraverso la gestione di un impianto in grado di sfruttare le risorse idriche valdostane». Più nel dettaglio, così come anticipato da Gazzetta Matin sui numeri del 30 novembre 2015 e del 14 novembre 2016, si tratta della maxi centrale idroelettrica di località Barche a Fénis (foto), gestita dalla società creata ad hoc Hydro Electrique Clavalité Spa, società soggetta alla direzione e al coordinamento della Alga Srl riconducibile alla famiglia Berger. I finanzieri hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria sei persone, tutte con ruoli di partecipazione nelle diverse imprese coinvolte: l’amministratore delegato della Hydro Electrique Clavalité Spa, Giulio Grosjacques, attuale sindaco di Brusson, i fratelli Federica e Gian Luca Berger, contitolari della BGF Costruzioni stradali Srl, l’impresario Emiliano Bosonin, marito di Federica Berger, il direttore tecnico Renato Ciuci e il consulente professionale Renzo Jacquin.

I dettagli dell’indagine

Secondo quanto emerso dagli approfondimenti investigativi, avviati con una massiccia acquisizione di documentazione nel novembre 2015 negli uffici della Hydro Eletricque Clavalité Spa presso il municipio di Fénis, il gruppo imprenditoriale della bassa Valle si era assicurato la realizzazione dell’impianto attraverso il regolare rilascio di una serie di concessioni regionali e la conseguente gestione mediante l’apporto di capitali privati, quelli della famiglia Berger. Il Comune di Fénis ha quindi concesso lo sfruttamento dell’acqua sul torrente Clavalité ottenendo la partecipazione al capitale sociale con una quota del 36%. «Le indagini hanno certificato come i lavori di manutenzione ordinari e straordinari dell’impianto siano stati gestiti e realizzati quasi interamente dalle imprese appartenenti allo stesso gruppo oggetto di indagine attraverso un giro di false fatturazioni per un ammontare complessivo di 650.000 euro – si legge in una nota del Comando regionale della Guardia di Finanza -, che hanno permesso di gonfiare in modo artificioso i costi dei lavori di manutenzione e, in questo modo, di abbattere l’utile degli esercizi degli anni 2013 e 2014 della società idroelettrica proprietaria dell’impianto». E ancora: «Conseguentemente, l’ente comunale subirà una perdita patrimoniale di competenza certificata, nel periodo 2013-2018, per complessivi 234.000 euro». L’attività si è quindi conclusa con la constatazione di un’evasione IVA per 145 mila euro e il recupero di una maggiore base imponibile IRES e IRAP per 390 mila euro.

La posizione del Comune di Fénis

«Il Comune di Fénis ringrazia la Guardia di Finanza per l’indagine condotta in relazione ai lavori di manutenzione sugli impianti della società Hydro Electrique Clavalité nel corso degli anni 2013 e 2014, che ha accertato una pardita patrimoniale di competenza di 234 mila euro ai danni del Comune», si legga in una nota dell’amministrazione comunale del sindaco Mattia Nicoletta, che annuncia: «L’ente sta ora valutando la propria posizione come parte lesa all’interno della società, della quale detiene il 36%».

(pa.ba.)

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