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Tenco Talks, Morgan sul palco dello Splendor

Tenco Talks, Morgan sul palco dello Splendor

Sabato sera, nell'ambito della Saison culturelle, una serata per ricordare Luigi Tenco a 50 anni dalla sua scomparsa

Sabato sera Morgan sarà tra i protagonisti della terza edizione del Tenco Talks al teatro Splendor di Aosta. Insieme a lui: Francesco Motta, Chiara Dello Iacovo, Vanessa Yorke, Bocephus King e i musicisti Mauro Ottolini, Roberto De Nittis, Paolo Mappa, Riccardo Da Vinci, Stefano Menato e l’ensemble da camera del Conservatoire de la Vallée d’Aoste.

L’intervista

Morgan, in un’intervista ha definito Luigi Tenco magistrale. Lo ritiene sottovalutato dal grande pubblico che forse lo ricorda solamente per alcuni tra i suoi brani più famosi come “Ciao amore ciao”?«No, non sono d’accordo. Le canzoni di Tenco sono strafamose: “Ciao amore ciao”, “Lontano lontano”, “Vedrai vedrai”, “Se stasera sono qui”, “Mi sono innamorato di te”, potremmo citarne altre. Sono ultra famose. Tenco ha avuto il riconoscimento che meritava, sia da parte del grande pubblico, sia da chi ha una visione più specifica e approfondita e lo considera un grande maestro, un grande innovatore, ma soprattutto un grande autore di parole. Motivo per cui ancora oggi è presente nella vita dei musicisti e del pubblico, ma direi nei cuori delle persone. Mi vengono in mente altri cantautori che rispetto a Tenco non hanno assolutamente avuto la sua diffusione, nonostante l’avrebbero meritato, come ad esempio Piero Ciampi, Herbert Pagani o Mario Panseri».

Cos’è la canzone d’autore?«È come un animale in estinzione, che viene protetto, curato e salvaguardato da alcuni tecnici, che sono come degli scienziati della canzone, che la difendono, la mantengono, la conservano. Questi pochi lo fanno non per ragioni di guadagno, ma solo per passione. Io li ho conosciuti all’interno della rassegna Premio Tenco».

Qual è il messaggio di Tenco? «La risposta è complessa. Tenco è un eroe romantico. È contraddizione quello che lui ci dà, è filosofia. Il suo messaggio è bivalente. Da una parte lui si lancia verso il mondo, dall’altra si toglie dal mondo. Tanto forte e energico nel suo volere il successo, tanto deciso a togliersi dal mondo. È tanto bello quanto brutto, tanto buono quanto cattivo, tanto repellente quanto affascinante. Questo è il concetto di Tenco. Tenco è un perfetto eroe romantico».

Possiamo definire il suo un amore per questo cantautore? «Sì, certo. Mi piace tutto quello che è Tenco, come maestro di musica e di poesia, come professore. Il più bravo, il più bello, di cui ci si innamora, è meraviglioso. Però… però, io vorrei dire a questo ragazzo di 27 anni “non farlo”. Lo voglio salvare».

Si ha quasi la sensazione che lei voglia continuare il percorso che lo stesso Tenco ha interrotto.«Lo si fa per tutti quelli che hanno insegnato qualcosa. Io ho dimostrato fin da bambino di avere una predisposizione per la musica. Ecco che sono su questo treno, per usare questa metafora, guardo fuori dal finestrino, alcuni li vedo solo, per altri mi fermo. L’ho fatto con Modugno, De André, Ciampi, Endrigo, Tenco. Purtroppo sono tutti morti. Oggi è ancora vivo Gino Paoli e dobbiamo godercelo. Facciamolo cantare, scrivere i pezzi e facciamogli un grande e lungo applauso, perché lui è uno dei grandi padri costituenti della canzone italiana e c’è ancora. Poi ci sono Battiato, Fossati e Finardi, tre cantautori meravigliosi. Quando penso che sono tutti morti quelli che mi piacciono, mi dico che in realtà non è proprio così».

Morgan nel raccontare Luigi Tenco aggiunge: «è un peccato che non ci sia più, che ci abbia lasciato solo queste parole e se ne sia andato via. Ci sarebbe bisogno di lui, un uomo così intelligente. È un peccato che si sia ucciso per una “puttanata” come il Festival di Sanremo». Al telefono il cantautore inizia a suonare e intonare una strofa dell’ultimo brano scritto da Tenco: «Ricordiamo a tutti che Ciao amore ciao dice così: dire addio al cortile/andarsene sognando/sognare un altro mondo. Allora cosa sta facendo? Aveva già premeditato tutto. E poi dice: ciao amore/ciao amore. Lui ci sta salutando quando dice ciao amore. Non saluta certo una donna, lui saluta l’amore, saluta la vita. Poi si uccide con una scusa qualsiasi. Ma lui lo voleva fare, ha trovato un palcoscenico. Guardate che un genio. Il palcoscenico di Sanremo è progettato per la performance canora, ma Tenco, che è un genio, lo usa per ciò per cui non è stato fatto» racconta con trasporto, concludendo: «Io sono arrabbiato con lui e prima o poi gli darò due schiaffoni».

Al pubblico valdostano proporrà anche il suo nuovo brano dedicato a Luigi Tenco?«Sì lo farò. Farò delle cose fantastiche con il grandissimo maestro Mauro Ottolini, che è un arrangiatore veramente eccezionale. Consiglio anche a coloro che sono più abituati ad andare a teatro a sentire la musica classica di venire, perché gli arrangiamenti del maestro Ottolini sono proprio belli e secondo me accontentano anche i gusti dei palati più raffinati».(cecilia lazzarotto)

 

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