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Casinò, ecco il piano choc dei tagli

Casinò, ecco il piano choc dei tagli

264 gli esuberi, compresi 41 esodati. Per gli altri la disdetta dei contratti e l'applicazione di quello del Turismo e Commercio

Nessun contratto di solidarietà. Niente cassa integrazione. E neanche il part time. Per garantire la continuità aziendale, un piano choc: 264 esuberi, compresi 41 esodati. E per dipendenti che eviteranno il licenziamento, la disdetta dei contratti in vigore e l’applicazione, dal primo gennaio 2018, di quello del Turismo e Commercio. E’ quanto si legge nel documento che formalizza l’avvio delle procedure per la riduzione del personale attraverso il licenziamento collettivo presentato oggi alle rappresentanze sindacali dela società Saint-Vincent Resort & Casinò dall’amministratore unico, dimissionario, Lorenzo Sommo e dal vice direttore generale, Stefano Silvestri.

Nei meandri delle 11 pagine del documento il passaggio chiave è quello delle disdette di tutti i contratti di secondo livello dal 1° gennaio 2018. Pratica questa avanzata nel 2014 dall’ex au Luca Frigerio con tanto di stop a favore della legge Fornero (all’epoca si ipotizzava un risparmio per l’azienda di 13 milioni di euro). Via poi il contratto collettivo aziendale e avanti con il contratto del turismo, che permette al Casinò di prendere personale extra quando serve, con il prolungamento dell’orario di lavoro che arriva fino a 40 ore settimanale. È chiaro dalla lettera che i primi che resteranno a casa saranno i 41 esodati. Oltre tutto con la legge regionale approvata il 7 febbraio scorso i finanziamenti che potrebbero arrivare dalla Regione non possono essere utilizzati per la Fornero (né tanto meno per pagare i fornitori), ma solo per attività di sviluppo e di investimento.

“Il ridimensionamento si riflette sulla forza occupata, oggi eccedente rispetto alle effettive esigenze tecnico-organizzative, all’ammontare degli incassi ed ai costi”, si legge. Incassi che nel 2011 ammontavano a 97milioni 353 mila, nel 2012 77milioni 300, nel 2013 68milioni 800, nel 2014 66milioni 700, nel 2015 69milioni 200 per scendere ancora nel 2016 a 64milioni 100. Il numero dei dipendenti è passato dagli 810 del 2011 ai 652 del 2016. “Nonostante una attenta politica di contenimento dei costi, che ha consentito una diminuzione complessiva di 10,89 milioni, la flessione di proventi si è riflessa in una perdita di esercizio al 30 settembre 2016 di circa 38,4 milioni, calcolando anche gli oneri derivanti dall’ipotetica procedura di prepensionamento (Fornero, 6 milioni circa) e le imposte anticipate pesante per 22 milioni circa – prosegue il documento -. A livello aziendale il rapporto fra il costo del personale e i ricavi dal 2012 è stato sempre superiore al 70%. (…) Il ridimensionamento, dettato dall’esigenza di portare il costo del lavoro ad almeno il 50% dei ricavi prodotti è stato quantificato nel numero di 264 dipendenti, di cui 229 unità presso l’Unità produttica Casa da gioco e di cui 35 in quella Servizi alberghieri”.

Gli esuberi

“Il problema occupazionale – si legge – deve essere affrontato con rapidità ed efficacia di intervento e solo l’istituto del licenziamento collettivo può garantire risutati immediati”.

Pertanto, gi esuberi, inoltre, riguardano: 4 dipendenti segreteria centrale, 7 staff di direzione e audit, 20 area amministrativa, 5 risorse umane, 8 sistemi tecnologici e di gestione, 3 area tecnica, 2 impianti tecnologici, 4 manutenzioni giochi, 10 manutenzioni varie, 36 sicurezza e controllo della clientela, 13 commerciale eventi e congressi, 4 direzione della produzione, 2 roulettes tradizionali, 2 roulettes americane, 8 Craps, punto banco e chemin de fer, 24 Trente et quarante, 12 giochi elettronici, 5 casse di sala, 19 servizi di sala, 1 direzione albergo, 1 centro benessere, 1 room division, 5 ristoranti, 4 cucine, 5 bar, 9 servizi complementari e 9 servizi di autorimessa. Da notare che tutti e 24 gli impiegati del Trente e Quarante sono in esubero.

Tempi di attuazione

La risoluzione dei rapporti di lavoro avverrà dopo aver concluso la procedura e comunque nell’ambito di 120 giorni dalla sua chiusura. La Saint-Vincent Resort&Casinò ricorda che “in mancabza di accordo sindacale e di condivisione sindacake dei criteri per l’identificazione del personale delle categorie indicate, procederà ai recessi secondo i criteri individuati nella legge e secondo la graduatoria risultante dal combinarsi di essi, tenuta in congruente conto anche la specifica rilevanza della contestualizzazione organizzativa degli esuberi denunciati e delle relative specificità professionali nel contesto aziendale”

(Teresa Marchese)

In foto: il tavolo del Trente et Quarante: tutti e 24 i dipendenti di questo gioco sono in esubero

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