Forte Bard: non passa mozione dimissioni Accornero ma maggioranza resta divisa
POLITICA & ECONOMIA
di news il
23/02/2017

Forte Bard: non passa mozione dimissioni Accornero ma maggioranza resta divisa

Non passa in aula la mozione di Alpe, Gruppo misto e M5S (Roberto Cognetta si è presentato nel pomeriggio acciaccato per dare una chance alla mozione) che chiedeva le dimissioni del Consigliere delegato del Forte di Bard Gabriele Accornero. No dall’asse Uv-Pd-Baccega-Lanièce (15) ; astensione da Uvp, PnV, tre di Stella Alpina (11, assente La Torre) e a favore 7 (i firmatari della mozione). Nel motivare il no il capo dell’esecutivo Augusto Rollandin ha spiegato: «ristabiliamo la realtà dei fatti. L’interessato risulta come ‘persona informata dei fatti ‘ e non come indagato quindi la mozione non può essere accettata. Sono insinuazioni che non trovano riscontro nella realtà. La mozione è fondata su mere illazioni».

Mozione di garanzia

L’ha chiamata mozione di garanzia, nel presentarla, la consigliera di Alpe Chantal Certan «perché è importante il controllo del pubblico sulle sue partecipate e sui vertici di queste». La mozione impegna «la Giunta regionale a chiedere a Finaosta le dimissioni del signor Accornero dal ruolo di responsabilità ricoperto nel Cda dell’Associazione Forte di Bard fino a quando non sarà chiarita la sua posizione», facendo riferimento «alla necessità di approfondire le “relazioni d’affari” tra il titolare del “Caseificio Valdostano” (Gerardo Cuomo) e il consigliere delegato del Forte di Bard, Gabriele Accornero, che ha il ruolo apicale per conto di Finaosta nel Cda dell’Associazione Forte di Bard». Si appella al codice etico che ha Finaosta Elso Gerandin (Gruppo misto) «che impone di inviare un chiaro messaggio a coloro che lo compongono o che vengano in contatto con la società. Ci sono aspetti che vanno chiariti come i contratti di sponsorizzazione in essere tra il Forte di Bard e il Caseificio valdostano. Chiediamo una verifica e un passo indietro del consigliere delegato. Se non è successo nulla reintegrerà il ruolo». (danila chenal)

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