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Palaghiaccio Aosta: «Nessuno ha detto di programmare iniziative»

Palaghiaccio Aosta: «Nessuno ha detto di programmare iniziative»

E' battaglia in consiglio comunale per la paventata chiusura dell'impianto di regione Tzamberlet; l'assessore Carlo Marzi spiega i problemi per l'assegnazione

«La nostra volontà è assolutamente quella di non chiudere nulla, però è anche vero che nessuno ha detto ai gestori di programmare le attività estive, visto che comunque la continuità dal 1° luglio non è mai stata garantita in nessun caso, dato che il rinnovo della concessione sarebbe comunque passato per un’iniziativa a evidenza pubblica».

Risponde così l’assessore allo Sport del comune di Aosta, Carlo Marzi, in merito al caso-palaghiaccio, riportato a galla dalla mozione della Lega Nord (bocciata con 4 favorevoli e 19 astenuti), che chiede a gran voce di «indire subito gli appalti a evidenza pubblica per tutti gli impianti sportivi, al fine di evitare una chiusura che sarebbe catastrofica» esclama la consigliera Nicoletta Spelgatti.

Il problema della deroga regionale

«Ricordo che della situazione avevo avvisato per tempo tutti i componenti della commissione – sottolinea stizzito Marzi -. Ho esplicitato le problematiche in maniera trasparente, così come ho fatto con genitori e gestori del Palaghiaccio, che sono perfettamente a conoscenza della situazione».

Il punto cardine è uno, l’impossibilità di proseguire con l’affidamento dell’impianto secondo la deroga prevista dalla legge regionale, «che riserva un occhio di riguardo per il mondo dello sport – continua Marzi – consentendo di intervenire (con 80 mila euro all’anno per il Bocciodromo, altro impianto la cui gestione è in scadenza al 30 giugno, e con 225 mila euro per il Palaghiaccio ndr.) in caso di strutture la cui gestione economica è particolarmente onerosa».

Il problema è che con il nuovo codice degli appalti e l’ultima pronuncia Anac in materia, le strade percorribili («anche se abbiamo chiesto lumi ad Anci, Governo, Celva e Regione» ancora Marzi) ora sarebbero solamente due: «se un impianto è a rilevanza economica (con le entrate extra sportive maggiori di quelle legate all’attività sportiva ndr,) si configura una concessione di servizi – continua Marzi – che prevede la consegna chiavi in mano dell’impianto e tutta la gestione in mano al concessionario, attirando di fatto sicuramente soggetti non legati allo sport, ma con interessi economici. Se ci sono strutture non a rilevanza economica, viene fatto un appalto di servizi, che presuppone una copertura di riferimento in bilancio da parte del Comune: in ogni caso, non ce lo possiamo permettere, anche perché non vogliamo affidare il palaghiaccio a qualcuno che due mesi dopo riconsegna le chiavi. Ricordo che ci siamo mossi per tempo, per questo siamo venuti in anticipo a conoscenza della cosa».

«Avvisati da due anni»

Va giù duro al consigliera leghista Spelgatti, che ricorda come «sono due anni che chiediamo di fare dei bandi pubblici per gli impianti, avendo presentato iniziative a fine 2015 e nel 2016, subito dopo l’approvazione del nuovo regolamento sugli appalti – dice Spelgatti -. Sapevate le cose per tempo, inutile far finta di non sapere».

Spelgatti chiede di «risolvere una situazione fuori norma, per impianti che sono a rischio chiusura» in un panorama che ha già visto il «rugby andare via da Aosta e che tra poco presenterà lo stesso problema per la piscina». La capogruppo del Carroccio ritiene «gravissimo accusare le società di aver fatto la programmazione estiva, perché le attività, per poter andare avanti, devono essere decise di sei mesi in sei mesi come minimo: semplicemente, a quest’ora tutto doveva essere risolto».

La soluzione, per Spelgatti è quella di «andare in proroga, indire questo benedetto bando e utilizzare la parte possibile dell’avanzo di amministrazione per risolvere la questione».

(alessandro bianchet)

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