Cgil in piazza: «cambiamo legge Fornero o sarà un dramma»
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 29/11/2017

Cgil in piazza: «cambiamo legge Fornero o sarà un dramma»

Anche la Cgil valdostana partecipa sabato 2 dicembre alla mobilitazione in piazza San Carlo, a Torino, per «cambiare sistema previdenziale, sostenere sviluppo e occupazione e garantire un futuro ai giovani»

«O si interviene cambiando la legge Fornero oppure sarà un dramma sociale». Il segretario regionale della Cgil Domenico Falcomatà non ha dubbi: «la legge Fornero non è stata una riforma previdenziale ma una manovra finanziaria adottata per fare cassa, scaricando su lavoratori e pensionati l’onere di risanare i conti pubblici.
Il fallimento del tavolo di martedì scorso con il Governo, con la piattaforma unitaria bocciata è un ulteriore segnale; il confronto Governo-Sindacati sulla previdenza non ha prodotto risultati, le proposte sono distanti e sono lontane dagli impegni sottoscritti dallo stesso Governo nel verbale di un anno fa.
Scendiamo in piazza non soltanto per le pensioni, ma per cambiare il sistema previdenziale, a sostegno dello sviluppo e dell’occupazione e per garantire un futuro ai giovani»
.

Sabato in piazza a Torino

Sabato 2 dicembre, tre pullman (un quarto è in forse, si accettano ancora adesioni per chi volesse raggiungere Torino) partiranno dall’area Ferrando in direzione Porta Susa, per il corteo che alle 9.30 partirà alla volta di piazza San Carlo; lì, parleranno esponenti della Cgil in attesa dell’intervento del segretario generale Cgil Susanna Camusso, in videoconferenza da Roma. La mobilitazione si terrà contemporaneamente nelle  piazze di Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari.

Le richieste dei sindacati

Non soltanto le pensioni; secondo il segretario regionale Cgil Falcomatà, «siamo innanzi a una legge di stabilità che non ha risorse per investimenti nè per sostenere il futuro previdenziale dei giovani – siamo l’unico Paese in Europa che non è in grado di dare una data certo al pensionamento, rimandando e allungando i tempi di congedo dal lavoro».

Di lavoro e della necessità di riconoscere i lavori usuranti e il lavoro di cura ha parlato il segretario della Cgil Filt Antonio Fuggetta che ha portato l’esempio dei lavori addetti alle funivie; «un lavoro che interessa in Valle 950 lavoratori, per due terzi lavoratori stagionali, un lavoro usurante e faticoso, a temperature rigide, anche in notturna, spesse volte con lavoratori costretti a lavorare sospesi sui piloni. Il Governo non può includere o escludere categorie di lavoratori a suo piacimento. Senza contare che si tratta di lavoratori per i quali non c’è turn over e spesso parliamo di lavoratori ultrasessanti».

Gaetano Maiorana è il segretario dei Pensionati Cgil; «al primo posto mettiamo il sistema previdenziale – commenta – ancora prima delle pensioni. Serve una revisione profonda, equa, a tutela dei pensionati ma anche dei giovani. Per i pensionati, è il lavoro la chiave di svolta, la precarietà dei contratti dei giovani di oggi rischia di consegnarci domani dei lavoratori che come pensione avranno neppure il 50% della media dell’ultimo stipendio. Ecco perchè, inascoltati, abbiamo insistito sul reddito di garanzia per i giovani lavoratori. Avevamo chiesto che il tesoretto ricavato dal blocco delle pensioni 20212/2013 fosse destinato a una forma di previdenza giovanile e invece è stato impiegato per sanare il macroscopico deficit di questo paese. Non chiediamo un assegno a pioggia, ma ci rendiamo conto che lavoro discontinuo e spesso mal pagato, non mette in condizione un giovane di oggi di assicurarsi una pensione dignitosa».

«Il Governo si vanta di aver creato un milione di posti di lavoro – aggiunge Falcomatà – omettendo di precisare che si tratta di contratti precari per il 90% dei casi e omettendo di dire che anche quel 10% di tempi indeterminati, sono contratti del Jobs Act, che mercificano il valore del lavoratore e consentono al datore di lavoro di liquidare i propri dipendenti, se non più necessari, attraverso una somma a titolo di risarcimento.
Senza contare che la previdenza integrativa non decolla e via via diventa un costo sociale altissimo».

Le richieste della Cgil

Bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione;
Garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani;
Superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura;
Garantire la maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione;
Favorire l’accesso alla previdenza integrativa;
Garantire una effettiva rivalutazione delle pensioni;
Cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l’occupazione;
Estendere gli ammortizzatori sociali, garantire il diritto alla salute e rinnovare i contratti pubblici.
Nella foto, da sinistra Antonio Fuggetta, Domenico Falcomatà e Gaetano Maiorana.
(c.t.)

 

 

 

 

 

 

Elezioni comunali Aosta: prime scintille tra candidati sindaco sulla viabilità all’Arco d’Augusto
AVS Rete Civica contesta al candidato sindaco Rocco di voler riaprire al traffico l'area dell'Arco d'Augusto che però respinge: «nessuna riapertura e nessun parcheggio a caso»
il 30/08/2025
AVS Rete Civica contesta al candidato sindaco Rocco di voler riaprire al traffico l'area dell'Arco d'Augusto che però respinge: «nessuna riapertura e ...
UTMB by Hoka: capolavoro di Tom Evans nella gara regina, Ruth Croft trionfa tra le donne
Il britannico del Team Asics trionfa in place Triangle de l'Amitié scappando nella salita del Col du Grand Ferret; i Cognati Volanti Diego Milani e Andrea Raso al traguardo della PTL insieme al tivolese Luca Duranti
il 30/08/2025
Il britannico del Team Asics trionfa in place Triangle de l'Amitié scappando nella salita del Col du Grand Ferret; i Cognati Volanti Diego Milani e An...