Sanità, continue aggressioni: pronto soccorso a rischio burnout
Stefano Podio
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 19/02/2019

Sanità, continue aggressioni: pronto soccorso a rischio burnout

Sanità. Continuano le aggressioni a danno degli operatori sanitari. «Il Pronto soccorso è a rischio burn out». È quanto riferisce il direttore della struttura complessa di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza ed emergenza territoriale Stefano Podio.

«In Pronto soccorso quello della sicurezza è un problema serio. Il lavoro qui presenta un alto rischio per lo stress e il burnout». È quanto afferma il direttore della Struttura complessa di medicina e chrurgia d’accettazione e urgenza ed emergenza territoriale, Stefano Podio.

Le aggressioni

Oltre a svolgere un lavoro già di per sé stressante, gli operatori sanitari dell’emergenza si trovano spesso costretti a fronteggiare aggressioni verbali e fisiche.

Secondo la Croce Rossa Italiana, sul territorio nazionale, sono più di otto ogni giorno gli operatori sanitari dell’emergenza aggrediti durante le operazioni di soccorso. Sebbene questi episodi si verifichino principalmente nelle zone periferiche delle grandi città, il Pronto soccorso dell’ospedale Parini non è “immune” a questo fenomeno.

Podio, infatti, ricorda due episodi avvenuti nell’ultimo periodo. «Un uomo ha dato in escandescenza nella sala d’attesa e, utilizzando un coltello, si è messo a incidere il bancone del Triage». Un altro caso eclatante riguarda una persona che, dopo aver discusso con un parente, «ha divelto una panca e l’ha lanciata proprio mentre passava una barella».

In quelle occasioni, così come in altre di minore entità e impatto, «il personale è stato in grado di gestire bene la situazione. Ciò che forse non capisce chi si rende protagonista di aggressioni in Pronto soccorso, è che quella condotta interrompe o comunque rallenta il servizio pubblico».

Verso una soluzione

Per far fronte a una «situazione che, negli ultimi anni, sta peggiorando», il dottor Podio precisa che «all’interno degli obiettivi di budget, abbiamo chiesto l’installazione di un sistema di controllo degli accessi al Pronto soccorso effettuati direttamente dalla Piastra (cioè dall’entrata principale dell’ospedale ndr)». Allo stato attuale delle cose, chiunque può entrare nella struttura e raggiungere le zone interne del Pronto soccorso.

Per quanto riguarda la sicurezza all’interno della sala d’attesa del PS, il direttore della SC spiega. «Purtroppo non è possibile avere un servizio di Polizia 24 ore su 24». In orario diurno, comunque, è presente un agente di Polizia, «che però svolge anche altre mansioni, quindi non è sempre presente».

(fe.do.)

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