Difesa Accornero: nessun elemento costitutivo del reato di associazione per delinquere
CRONACA
di segreteria il
21/03/2019

Difesa Accornero: nessun elemento costitutivo del reato di associazione per delinquere

Difesa Accornero: «L’associazione per delinquere richiede una struttura organizzativa, un programma criminoso, una serie di reati commessi. Secondo l’imputazione, l’unico reato che avrebbero commesso Rollandin, Cuomo e Accornero (accusati di associazione a delinquere dalla Procura di Aosta ndr) è quello dell’autoporto. Un’associazione per delinquere, che non ha una struttura, che non ha degli organizzatori, che non ha un programma criminoso e che si riduce nella realizzazione di un solo reato mi sembra l’associazione più scalcinata della Terra. Quindi, è un’imputazione che secondo me non ha nessuna ragione di esistere». Lo ha detto ai giornalisti l’avvocato Corrado Bellora – difensore di Gabriele Accornero nel processo (rito abbreviato) incentrato su un presunto giro di corruzione in Valle d’Aosta – al termine della sua arringa.

L’arringa difensiva

Accornero, ex dirigente di Finaosta e consigliere delegato del Forte di Bard, è l’unico imputato a dover rispondere di tutti gli otto reati contestati dalla Procura (pm Luca Ceccanti). Secondo Bellora, «alcune imputazioni sono insussistenti proprio dal punto di vista logico: peculato da 120 euro per un viaggio a Londra e l’associazione per delinquere. Su altre imputazioni il discorso è più complesso e ugualmente di negazione dell’impostazione accusatoria». Il legale ha poi spiegato ai cronisti che «Accornero ha lavorato sempre molto bene e con molta serietà per il Forte di Bard. Ha ottenuto dei risultati straordinari e, i risultati di oggi del Forte forse, in negativo, sono lì a dimostrarlo».

Le presunte utilità? Ridicole

Entrando nei dettagli, il legale di Accornero ha aggiunto: «La vicenda autoporto rispondeva un chiaro ed enorme interesse pubblico. La vicenda del 4k; c’è stata un’indagine di mercato fatta per l’assegnazione del servizio. Non c’è stata una gara ma una semplice manifestazione di interesse». Le utilità che avrebbe ricevuto Accornero, secondo Bellora, «sono ridicole perché da un lato non ci sono, dall’altro parliamo di un pagamento di una fattura da 2 mila euro, che tra l’altro Accornero non era a conoscenza del fatto che fosse stata pagata. E di un cambio gomme da 100 euro che risulta documentalmente non pagato».

Quella della difesa di Accornero era l’ultima arringa difensiva. Mercoledì 27 marzo, sarà il momento della replica del pm Luca Ceccanti. Nella giornata di ieri, mercoledì 20 marzo, avevano preso la parola i difensori di Cuomo (avvocati Maria Rita Bagalà e Gilberto Lozzi). L’avvocato di Rollandin (Giorgio Piazzese) aveva invece parlato mercoledì 13 marzo.

 

In foto, Gabriele Acconerno fuori dall’aula delle udienze.

(f.d.)

 

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