Aosta: Porta Sud, trait d’union tra città e autostrada A5
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 18/06/2019

Aosta: Porta Sud, trait d’union tra città e autostrada A5

E' uno degli obiettivi strategici dello studio urbanistico relativo all'assetto dell'area che ospita, tra l'altro, l'ipermercato Gros Cidac

Lasciare aperta la possibilità di un futuro collegamento pedonale dell’autostrada A5 alla città grazie a un parcheggio di interscambio (come già avviene per l’autoporto di Pollein) con la ‘Porta Sud’ di Aosta. Questa potrebbe poi essere collegata al centro storico con un varco ciclo-pedonale lungo i binari della ferrovia all’altezza della torre di Bramafam. Qui una “piazza attrezzata di attestamento turistico”, dotata anche di stazioni per veicoli elettrici, diverrebbe la zona di confluenza tra telecabina di Pila, parcheggi, ferrovia. E’ uno degli obiettivi strategici dello studio urbanistico relativo all’assetto dell’area che ospita, tra l’altro, l’ipermercato Gros Cidac e il parcheggio de la Ville, presentato dall’ingegnere Paolo Cavaglià alla seconda Commissione consiliare permanente ‘Politiche territorio – Opere pubbliche’ del Comune di Aosta.

Obiettivi strategici

Tra gli altri obiettivi strategici ci sono anche il prolungamento di via Paravera fino al voltino di via Valli valdostane (ripristinando il doppio senso di marcia e alleggerendo il traffico in piazza Manzetti, via Carrel e via Carducci); la creazione di un ‘hub’ dei trasporti sfruttando la confluenza di quelli pubblici su ferro e gomma;  la razionalizzazione dei parcheggi (quello pluripiano e a pagamento de la Ville soffre della concorrenza di quella gratuito della stazione di Pila);  il completamento dei percorsi pedonali e l’integrazione delle relazioni trasversali. Lo studio è frutto di un confronto tra gli attori interessati: Regione, Cas, Rfi, Pila spa, Vda structure, ordini di architetti e ingegneri, società di trasporto pubblico, associazioni degli esercenti e operatori privati.

L’accordo di programma del 2011 prevede la possibilità di edificare nell’area fino a 50 mila metri quadrati  in funzione di un ipotetico polo unico per tutti gli uffici regionali. Lo studio prevede invece una capacità edificatoria finale tra i 10.500 e i 15 mila metri quadrati, con una potenzialità di 1.822 posti auto.
(re.newsvda.it)

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