Casinò: i 48 milioni di credito Finaosta diventano patrimonio aziendale
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 21/06/2019

Casinò: i 48 milioni di credito Finaosta diventano patrimonio aziendale

Per farlo la giunta ha approvato un disegno di legge che sarà sottoposto al Consiglio Valle

I 48 milioni di crediti che la Finaosta vanta nei confronti della Casinò de la Vallée spa saranno trasformati in un acconto patrimoniale. 

«Noi vogliamo salvare l’azienda ma anche il patrimonio dei valdostani». Lo ha sottolineato il presidente della giunta Antonio Fosson, presentando il disegno di legge approvato dall’esecutivo che va nella direzione «di tutelare al meglio la Regione non cancellando il debito. Il socio potrà partecipare agli utili finito la stato di crisi. L’atto caso consente di tutelare al meglio il patrimonio, trasformando i crediti in apporti di capitale». Ha aggiunto: «E’ un atto necessario perché possano avverarsi tutte le condizioni utili al buon esito della procedura di concordato preventivo che noi ci auspichiamo».

Ha precisato l’assessore alle Finanze Renzo Testolin: «si chiama strumento finanziario partecipativo ed è correntemente utilizzato nelle ristrutturazioni aziendali».  L’obiettivo è di approvare il disegno di legge, che già dalla prossima settimana sarà in commissione, prima dell’assemblea dei creditori del Casinò convocata per il 9 luglio.

«Le forze politiche potranno uscire dall’ambiguità. Vedremo come risponderanno alla proposta chiara e trasparente che tutela l’azienda, che produce ancora 60 milioni di fatturato l’anno, e il socio Regione». E’ la precisazione dell’assessore Luigi Bertschy, convinto che in aula ci saranno più dei 18 voti necessari all’approvazione.

Per l’assessore Albert Chatrian «viene meno una zona d’ombra, il provvedimento legislativo è un atto necessario per sgomberare il campo da dubbi». L’atto non modifica il piano concordatario ma lo integra e non ha nulla a che vedere con l’approvazione del bilancio della casa da gioco «il cui iter di revisione sta procedento» ha chiarito Fosson.
(danila chenal)

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