Geenna, ancora un rinvio: si torna a Torino per un terzo processo d’appello
La Corte di Cassazione a Roma
CRONACA
di Thomas Piccot  
il 17/12/2025

Geenna, ancora un rinvio: si torna a Torino per un terzo processo d’appello

Annullata la sentenza emessa il 30 settembre 2024: la vicenda torna quindi nel capoluogo torinese

Ci sarà un terzo processo d’appello per quattro dei cinque imputati che hanno scelto il rito ordinario nel procedimento Geenna, sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. La Corte di Cassazione, infatti, ha annullato le condanne inflitte a settembre 2024 ad Antonio Raso, Nicola Prettico e Alessandro Giachino e l’assoluzione di Monica Carcea.

Il processo torna a Torino

La Cassazione, il 21 ottobre, si era presa del tempo per analizzare a fondo i ricorsi presentati da accusa e difese.

La procura generale aveva impugnato l’assoluzione di Monica Carcea. L’ex assessora comunale di Saint-Pierre era accusata di concorso esterno in associazione mafiosa.

Le difese di Antonio Raso, Nicola Prettico e Alessandro Giachino, invece, avevano presentato ricorso contro le condanne. Il ristoratore aostano era stato condannato a 8 anni; agli altri due imputati erano stati inflitti 6 anni e 8 mesi ciascuno. Tutti e tre dovevano rispondere di associazione mafiosa.

Ora, la palla torna a Torino, per un terzo processo d’appello.

La suprema corte, nel 2023, aveva già annullato la prima sentenza d’appello, che a Torino era stata emessa nel 2021. Si era così celebrato l’appello bis, concluso poco più di un anno fa.

L’inchiesta Geenna

L’inchiesta Geenna, il 23 gennaio 2019, aveva portato in carcere, in tutto, 16 persone. Tra questi, anche Marco Sorbara, all’epoca dei fatti consigliere regionale (decaduto, e poi rieletto nella tornata elettorale del 28 settembre 2025), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e poi assolto in via definitiva, dopo la condanna a 10 anni in primo grado.

A livello processuale, una parte degli imputati aveva scelto il rito abbreviato. Quel filone si è chiuso definitivamente nell’aprile 2023 e aveva portato alla condanna per associazione mafiosa di Bruno Nirta, Francesco Mammoliti, Marco Fabrizio e Roberto Alex Di Donato.

(t.p.)

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