Sanità: i medici chiedono una indennità regionale per attrarre gli specialisti
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 31/10/2019

Sanità: i medici chiedono una indennità regionale per attrarre gli specialisti

Il disegno di legge che mira ad attrarre medici specialisti ('bonus' di 600 euro lordi e congelamento dell'esame di francese) non piace alle organizzazioni sindacali della dirigenza medico-veterinaria Aaroi Emac, Anaoo Assomed, Anpo, Cimo, Fesmed, FP Cgil, SIVeMP e SNR Fassid. Sindacati critici anche sul ricorso esasperato alla libera professione aziendale.

Sanita: i medici chiedono una indennità regionale per attrarre gli specialisti.

Il disegno di legge che mira ad attrarre medici specialisti per il sistema sanitario regionale non piace alle organizzazioni sindacali della dirigenza medico-veterinaria Aaroi Emac, Anaao Assomed, Anpo, Cimo, Fesmed, FP Cgil, SIVeMP e SNR Fassid.

Una misura che non convince e che discrimina, secondo le organizzazioni sindacali, i medici che da anni prestano servizio per la sanità regionale.

I sindacati dei camici bianchi esprimono «perplessità in merito all’efficacia del disegno di legge secondo il quale la Regione Valle d’Aosta prova ad attrarre nuovi medici offrendo una busta paga con 600 euro lordi in più per due anni, con la clausola che i nuovi colleghi dovranno però fermarsi al nosocomio valdostano per almeno cinque anni, con uno stipendio – nei tre anni residui – decurtato dei 600 euro lordi mensili elargiti per i primi due anni».

E i medici già in servizio?

«I medici ospedalieri attendono di sapere quali siano le proposte da parte della Regione per mantenere in ospedale i medici che già da anni prestano servizio, con sacrifici sempre più crescenti, per le carenze e le condizioni di lavoro.
La carenza di medici e chirurghi è presente in tutta Italia e anche Oltralpe.
Regioni italiane limitrofe ma anche Svizzera e Francia stano mettendo in atto diverse misure e seri incentivi economici per assumere medici specializzati, diventati ormai merce rara».

«Libera professione aziendale non è la soluzione»

Secondo i sindacati della dirigenza medico-ospedaliera, «utilizzare come soluzione prevalente l’impiego della libera professione aziendale con visite, esami diagnostici e interventi chirurgici fino alle 20 e in orario straordinario, non porterà miglioramenti significativi né in termini di abbattimento delle liste di attesa e di attrattività, ma sarà solo una misura palliativa. Non è facendo fare ore e ore di straordinario facoltativo a 35 euro nette l’ora ai pochi medici rimasti che si risolvono carenze e fughe».

La proposta delle organizzazioni sindacali

«La proposta delle organizzazioni sindacali affinchè una piccola e periferica regione come la nostra, munita di un unico ospedale pubblico, venga scelta dai medici è stata espressa da tempo e più volte: incrementare realmente gli stipendi con una specifica indennità regionale ad hoc così come avviene in Trentino Alto-Adige».

Nella foto in alto, il presidio di protesta dei medici in sciopero lo scorso anno, a fine novembre, a place Deffeyes (vedi link qui sotto)

https://www.gazzettamatin.com/gazzettamatin/2018/11/23/medici-in-sciopero-siamo-diventati-operai-specializzati/

 

https://www.gazzettamatin.com/gazzettamatin/2019/10/25/sanita-un-bonus-da-600-euro-lordi-mensili-e-francese-congelato-per-attrarre-medici/

(cinzia timpano)

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