Delitto di Cogne: l’avvocato Taormina chiede il pignoramento della villetta
Il Tribunale di Aosta
CRONACA
di Federico Donato  
il 04/12/2019

Delitto di Cogne: l’avvocato Taormina chiede il pignoramento della villetta

La sfida legale sulla casa di Montroz, dove il 30 gennaio 2002 fu ucciso il piccolo Samuele, ha origine nella sentenza civile che ha condannato Franzoni a risarcire il penalista per un mancato compenso di oltre 275mila euro, per la difesa nel giudizio

Delitto di Cogne: l’avvocato Taormina chiede il pignoramento della villetta.

L’avvocato Carlo Taormina intende ottenere il pignoramento della villetta in cui, il 30 gennaio 2002, fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi. Annamaria Franzoni si è opposta. Della vicenda si occuperà il Tribunale di Aosta.

La notizia è riportata dall’Ansa.

La sfida legale sulla casa di Montroz, scena delitto per cui Franzoni ha scontato una pena di 16 anni, ha origine nella sentenza civile che ha condannato la donna a risarcire il penalista per un mancato compenso di oltre 275 mila euro, per la difesa nel giudizio.

La sentenza del Tribunale di Bologna che ha accolto le ragioni dell’avvocato Taormina è esecutiva da marzo 2017. Gli onorari da pagare a Taormina furono quantificati in 275 mila euro, che arrivano, nell’atto di precetto, a oltre 470 mila sommati di Iva, interessi e cassa previdenza avvocati.

Il 22 ottobre a Franzoni è stato notificato il pignoramento che riguarda quello che sarebbe l’unico bene aggredibile: metà della proprietà immobiliare dove la donna, ora residente sull’Appennino bolognese, era pure tornata per qualche giorno un anno fa, dopo aver concluso la pena, scontata negli ultimi anni in detenzione domiciliare ma col divieto di tornare nel comune valdostano.

L’11 novembre Franzoni, assistita dagli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti del foro di Bologna, si è opposta al pignoramento, iscrivendo a ruolo, ad Aosta, la procedura.

In pratica, oltre a un vizio nella notifica dell’atto, si sostiene che la villetta non è pignorabile perché è all’interno di un fondo patrimoniale, costituito a maggio 2009 da Franzoni e dal marito Stefano Lorenzi.

Il giudice dell’esecuzione Paolo De Paola ha fissato un’udienza l’11 dicembre. Taormina, che difese Franzoni fino al processo di appello, è assistito dal figlio Giorgio e dall’avvocato Giuseppina Foderà di Aosta.

(re.newsvda.it)

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