Microcomunità Variney, i sindacati attaccano il Consiglio Valle: «Atteggiamento schizofrenico»
POLITICA & ECONOMIA
di Federico Donato  
il 06/12/2019

Microcomunità Variney, i sindacati attaccano il Consiglio Valle: «Atteggiamento schizofrenico»

Anche i sindacati prendono posizione.

Cisl-Fp, Savt-Fp e Uil-Fpl «esprimono tutto il proprio stupore rispetto all’atteggiamento ondivago e schizofrenico dei soggetti pubblici coinvolti ed in particolar modo del legislatore regionale». Lo si legge in una nota diffusa dalle sigle sindacali in relazione al progetto – attualmente congelato – di spostamento della RSA del J.B. Festaz nella microcomunità di Variney.

«Dopo circa 10 mesi di confronto, nei quali la proposta sul tavolo sindacale risultava in ultimo condivisa dall’Assessorato regionale competente, dall’Azienda U.S.L., dall’Unité Grand Combin e dal Consiglio di Amministrazione dell’A.P.S.P. “Casa di riposo J. B. Festaz” e veniva svenduta come l’unica strada da percorrere per alleviare una serie di criticità di natura socio-sanitaria, improvvisamente la materia risulta differibile e da rivisitare secondo il Consiglio Regionale».

Le scriventi «hanno sin da subito espresso perplessità rispetto ad alcuni aspetti dell’operazione, ma non si sono mai negate ad un confronto costruttivo e serio nel rispetto di tutti i soggetti coinvolti. Questo per il semplice fatto che rimandare e prendere tempo sembrerebbe una scelta opportuna agli occhi di tanti, ma comporta comunque delle conseguenze evidenti che ricadrebbero sui lavoratori e sull’utenza valdostana. In primis, il numero di posti letto RSA risulta evidentemente sottodimensionato rispetto ai fabbisogni della popolazione valdostana e la conseguenza spesso si traduce nel fatto che alcuni pazienti vengono destinati a strutture per anziani, con tutte le difficoltà del caso per gli stessi e per i lavoratori del settore, considerato che i posti letto ospedalieri nei momenti di picco influenzale ovvero di maggior affluenza turistica risultano non sufficienti».

In secondo luogo, «l’Unité Grand Combin da anni soffre un importante disavanzo nel costo dei servizi socio-assistenziali che i comuni del territorio non riescono più a ripianare. Ne consegue pertanto che l’individuazione di Variney quale sede della nuova RSA con il relativo aumento dell’offerta potesse essere congeniale per un insieme di fattori, dato per assodato che l’esternalizzazione della struttura si renderà forse necessaria visti i tempi del Consiglio regionale per individuare una riorganizzazione complessiva del settore. Ci si chiede inoltre a chi dovranno chiedere giustificazioni dell’accaduto le OSS attualmente occupate presso la struttura di Variney nel caso cadessero in mobilità».

Secondo i sindacati, «in sostanza l’operazione poteva essere un buon compromesso nel rispetto di tutti i soggetti interessati ma sicuramente se gestita in modo diverso. Certo sentire una organizzazione sindacale esprimere giudizi negativi rispetto ai servizi socio-assistenziali pubblici resi in Valle d’Aosta fa ancora più specie tenuto conto che nessuna regione italiana garantisce minutaggi assistenziali pari alla nostra e le nostre operatrici sono le più formate e competenti sul panorama nazionale. Nessuna regione ha investito così tante ore in termini di riqualifica. Pertanto lo stato attuale dei servizi socio-assistenziali pubblici della Valle d’Aosta gode di buona salute grazie soprattutto a chi ci lavora ed è per questo che non appena qualcuno ha prospettato la privatizzazione di questo servizio per intero le scriventi si sono prontamente opposte».

«In ultimo – si legge ancora nella nota – tutti si preoccupano di riorganizzazione di detti servizi quando invero nessuno ha declinato cosa intende fare in tal senso, a nostro avviso sarebbe sufficiente stanziare risorse sufficienti affinché gli enti gestori pubblici non debbano ripianare disavanzi e investire nell’assunzione di personale al fine di consentire a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici del settore di poter esprimere appieno la propria professionalità anziché dover quotidianamente decidere a quale mansione non adempiere».

(re.newsvda.it)

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