Coronavirus: cos’è il trattamento dei pazienti a domicilio
Sanità
di Thomas Piccot  
il 30/03/2020

Coronavirus: cos’è il trattamento dei pazienti a domicilio

Il documento è stato redatto dal gruppo di lavoro nominato dalla Regione

Coronavirus: le linee guida del protocollo regionale per il trattamento dei pazienti a domicilio. In un documento redatto dal gruppo di lavoro nominato dalla Regione, vengono illustrate le modalità di trattamento dei pazienti a domicilio.

Il gruppo di lavoro è composto dai dottori Luca Montagnani, Leonardo Iannizzi, Franco Brinato, Paolo Millo, Paolo Bonino, Nunzio Venturella e Marco Patacchini. Alla stesura del documento hanno collaborato anche la dottoressa Federica Duò e la dottoressa Meri Madeo.

Il protocollo, aggiornato al 25 marzo, mira a standardizzare i comportamenti da adottare nella gestione dell’emergenza Coronavirus.

Il protocollo per il trattamento delle persone in isolamento

L’isolamento fiduciario è la prima misura di salute pubblica che viene attuata per i casi positivi che non necessitano di ricovero in ospedale e per i contatti stretti di un positivo accertato.

Una volta accertati i casi da monitorare, l’operatore di sanità pubblica informa il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta. I servizi di sanità pubblica, quindi, informano il soggetto sulle misure da adottare durante il periodo di isolamento. Le autorità gli forniscono anche le mascherine chirurgiche.

Le mascherine sono necessarie per le madri che allattano. Inoltre, servono anche ai pazienti con sintomi di infezioni alle vie respiratorie quando si spostano da un locale all’altro dell’abitazione. Devono indossare la mascherina anche le persone che assistono il soggetto. Il dispositivo è necessario anche per chi si occupa della rimozione della biancheria.

Va, in ogni caso, evitato il più possibile il contatto con la persona posta in isolamento.

L’operatore, inoltre, misura la temperatura corporea del paziente e lo informa della necessità di misurarla due volte al giorno.

Nel trattamento del paziente a domicilio, intervengono anche le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale). Il loro compito è quello di monitorare l’insorgenza o l’aggravamento dei sintomi, anche con visite domiciliari, e informare il dipartimento di salute pubblica.

Le USCA si occupano, inoltre, di curare l’attivazione del sistema di emergenza, se necessario.

(t.p.)

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