Lutto, Courmayeur saluta l’alpino Gino Mareliati
Gino Mareliati
ATTUALITA'
di Erika David  
il 09/04/2020

Lutto, Courmayeur saluta l’alpino Gino Mareliati

Il lutto ha colpito la famiglia e tutto il paese, ospite della microcomunità di Pontey è stato contagiato dal Coronavirus; il ricordo della nipote Ylenia e di Marco Albarello

Lutto a Courmayeur, il paese piange l’alpino Gino Mareliati.

Classe 1931, orgogliosamente nato a Courmayeur da una famiglia di origine veneta, Gino Mareliati era un alpino, un fondista e un grande cuore granata.

Sono le parole che la nipote Ylenia sceglie per ricordare il nonno, morto di Coronavirus, lunedì 6 aprile, alla microcomunità di Pontey, dove risiedeva da circa tre anni.

Il ricordo della nipote Ylenia

«A Courmayeur conoscevano tutti mio nonno perché era sempre in prima linea quando c’era da organizzare qualche festa. Il Carnevale, le feste patronali, non se perdeva una. Quando ancora il Carnevale si faceva dove c’è il cinema, in molti se lo ricordano dietro ai pentoloni intento a preparare il tradizionale minestrone – ricorda Ylenia -. Tutti i giorni, finché ha abitato a Courmayeur, andava in centro con il mio cane Tabata che ormai era diventato suo… Aveva sempre una battuta per tutti perché, per quanto duro e testardo, era buono come il pane».

Gino Mareliati, da buon alpino, non si perdeva un’adunata delle Penne Nere. «Lo conoscevano tutti, era molto di compagnia e un super tifoso granata», ma forse la passione più grande rimane lo sci di fondo. Passione che ha trasmesso al figlio, Fabio, atleta e maestro di sci, ai nipoti e a tanti altri giovani del paese.

«Voleva portare tutti a sciare, e quando veniva a sapere che qualche ragazzino non poteva perché non aveva l’attrezzatura, il giorno dopo arrivava con gli sci per tutti» ricorda Ylenia. «Era un grande sportivo, un camminatore e un fondista. Ha fatto la Vasaloppet, in Svezia, ancora con i vecchi sci di legno… È stato lui a convertire Marco Albarello dalla discesa al fondo. Era orgogliosissimo di lui».

Il ricordo di Marco Albarello

Gino Mareliati è stato il primo allenatore di Marco Albarello

«Cugini alla lontana, per me era zio. L’ho sempre chiamato così. Era molto legato a mio papà, lavoravano insieme (idraulico Mareliati e piastrellista Albarello, ndr), andavamo al mare insieme, facevamo tutto insieme – ricorda l’olimpionico dello sci nordico, Marco Albarello -. È stato lui a convertirmi dallo sci di discesa al fondo qui sui prati de La Villette. Era come se fossi suo figlio, è una perdita che mi fa male…»

«Ho solo bei ricordi con lui – aggiunge Albarello -. Insieme a mio papà e spesso anche da solo, veniva dappertutto a seguirmi nelle gare di Coppa del Mondo, è venuto anche a Falun, ai Campionati Mondiali, con altri amici della Valle d’Aosta. Devo ringraziare lui, che è stato il mio primo allenatore, per i miei risultati e sono molto contento di avergli dato delle soddisfazioni».

Gino Mareliati lascia la moglie Sonia Caligari, i figli Fabio e Consuelo e i nipoti Ylenia, Giulia e Federico.

(erika david)

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