FeuDora, “dammi due litri di rosso” o “la carne è in congelatore?”: ecco il modus operandi degli indagati
CRONACA
di Federico Donato  
il 26/05/2020

FeuDora, “dammi due litri di rosso” o “la carne è in congelatore?”: ecco il modus operandi degli indagati

Da alcune intercettazioni emblematiche, secondo gli investigatori, emerge chiaramente il modo di agire di Giuseppe Nirta e Giuseppe Ficara

FeuDora, “Dammi due litri di rosso” o “la carne è in congelatore?”: ecco il modus operandi degli indagati.

Il primo episodio relativo all’inchiesta FeuDora – portata a termine nella mattinata di martedì 26 maggio dalla Guardia di finanza con dieci arresti – e riportato nell’ordinanza di esecuzione di misura cautelare firmata dal gip risale al dicembre 2019.

Seguendo piccolo spacciatore di droga, le Fiamme gialle si accorgono che questo era solito rivolgersi ad alcuni soggetti, tra cui Giuseppe Ficara (uno degli indagati arrestati oggi). In partciolare, il 22 dicembre 2019 il “cliente” contatta Ficara.

Dopo alcune telefonate i due si incontrano. Secondo il gip, dalle intercettazioni “risulta estremamente probabile, se non certo, che” il piccolo spacciatore “si sia incontrato con Ficara per acquistare della sostanza stupefacente e, in seguito a tale acquisto, abbia consegnato la droga a un terzo soggetto”.

I militari, però, notano subito che Ficara contattava abitualmente Giuseppe Nirta (pregiudicato arrestato oggi). In particolare, dall’analisi dei tabulati è emerso che i contatti tra i due indagati erano “brevi e abituali” e avvenivano “puntualmente allorquando Ficara riceve una richiesta di cessione di sostanza stupefacente” secondo un consolidato schema: contatto telefonico con l’acquirente in cui si fissavano tipo e qualità di stupefacente, luogo e orario di incontro; Ficara contatta Nirta con conversazioni o brevi sms come “sei a casa” o “Arrivo”; Ficara raggiunge l’abitazione di Nirta; incontro e cessione della sostanza.

L’intercettazione

Secondo gli inquirenti, per capire il modus operandi degli indagati è emblematica un’intercettazione del 30 gennaio 2020.

E’ da poco passato mezzogiorno e un soggetto interessato all’acquisto di droga telefona a Ficara:

Cliente: Mi dai un litro di rosso?

Ficara: Sì sì!

Un’ora dopo i due si sentono nuovamente al telefono:

Cliente: Ehi, dove sei?

Ficara: Sono qua a casa. Ci vediamo alla scaletta?

C: Sì! Ascolta, passami due bottiglie però.

F: Dai! E vieni in qua, vieni qua dai.

C: Sono in Cattedrale. Sai che c’è la Fiera…Quando sono sotto i portici ti chiamo.

Terminata la conversazione telefonica, Ficara chiama immediatamente Nirta:

Ficara: Buongiorno!

Nirta: Pronti, buongiorno.

F: Com’è? La carne com’era? Buona? L’hai messa apposto in congelatore?

N: Si da ieri.

F: Ah, minchia ieri ne abbiamo mangiato un pezzo, che buona.

N: .…incompresibile…

F: Ma sei a casa?

N: Si

F: Passo un attimo va.

N: Va bene. ciao.

Passa una mezz’ora e Ficara contatta il soggetto interessato all’acquisto di droga. I due effettivamente si incontrano ma, poco dopo, il “cliente” viene fermato per un controllo di polizia e viene trovato in possesso di 2,20 grammi di eroina.

La conclusione del gip

“E’ quindi evidente che la richiesta di due litri di rosso deve intendersi come richiesta di due grammi circa di eroina – si legge nell’ordinanza firmata dal gip Giuseppe Colazingari -, sostanza che viene indicata con il termine carne utilizzato da Ficara nella conversazione con Nirta”.

In pratica, quindi, secondo gli investigatori “dalle predette intercettazioni emerge con chiarezza il modus operandi degli indagati”.

L’inchiesta FeuDora è stata portata avanti dai militari del Gruppo Aosta della Guardia di Finanza, con il coordinamento del pm Francesco Pizzato e sotto la direzione del procuratore capo Paolo Fortuna.

(f.d.)

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