Adu: «La salute e la qualità dei medici vengono prima della conoscenza del francese»
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 01/07/2020

Adu: «La salute e la qualità dei medici vengono prima della conoscenza del francese»

Bocciato dal Consiglio Valle l'emendamento presentato dalla consigliera Daria Pulz che mirava a togliere lo sbarramento

Adu. La salute e la qualità dei medici vengono prima della conoscenza del francese.

Il j’accuse

«La qualità del personale medico dovrebbe essere prioritaria rispetto alla tutela di un pur importante valore statutario, quale è quello della conoscenza delle nostre due lingue ufficiali». Per Adu VdA «la salute viene prima anche del bilinguismo, che è una importante opportunità di tipo culturale; il suo uso strumentale finirebbe per essere in contraddizione col dettato stesso del nostro Statuto speciale, un boomerang e un grave ostacolo per poter attrarre medici di livello sul nostro territorio.»

Così la Consigliera Daria Pulz  commenta la questione della conoscenza della lingua francese da parte del personale sanitario, affrontata lunedì 29 giugno, nel corso dei lavori del Consiglio regionale, facendo specifico riferimento a un emendamento da lei presentato al riguardo. Rilevata una conclamata carenza di personale sanitario, in particolare medico, il gruppo Adu ha proposto, prima in quinta Commissione e ora in Consiglio regionale, un emendamento sulla problematica del francese che fa da sbarramento per poter esercitare la professione nella nostra regione.

Concorsi pubblici

«Riteniamo infatti che, per rafforzare l’offerta sanitaria regionale necessaria in particolare a fronteggiare l’emergenza da Covid-19, l’Azienda Usl dovrebbe poter assumere, con procedure concorsuali pubbliche e con contratto di lavoro a tempo determinato di durata pari a 24 o 36 mesi, personale medico, veterinario e sanitario che dimostri la conoscenza di una sola delle due lingue ufficiali della regione.

L’indennità di bilinguismo, disciplinata dalla legge regionale 58/1988, non sarebbe ovviamente corrisposta al personale finché non si sia sostenuta positivamente la prova di accertamento della conoscenza della lingua francese. L’emendamento però è stato bocciato».

Per la Consigliera Pulz, «che i sanitari debbano dedicarsi a studiare il francese è quanto mai bizzarro e forse anche inutile, soprattutto se la loro conoscenza della lingua è pari a zero o comunque scarsa, a fronte di un esame che, se serio, è troppo difficile e richiede competenze linguistiche di livello; in alternativa, è una farsa. Molti medici ospedalieri sottolineano poi l’importanza della conoscenza della lingua inglese, non solo per i loro studi e le specializzazioni universitarie e successive, ma anche per rapportarsi correttamente con i tanti sciatori inglesi che riempiono l’ortopedia.

I timori

Noi temiamo che, mantenendo lo sbarramento della conoscenza del francese, non verrà nessun medico in più in Valle d’Aosta, o comunque troppo pochi, per 300-350 euro lordi in più al mese, con tutte le condizionali e le penalità che la Giunta ha imposto. Sono sempre i medici a sottolineare che servirebbero piuttosto, per esempio, la LPA (libera professione aggiuntiva) o turni extra, bonus in base a precisi obiettivi».

«In definitiva, i medici ritengono che il problema, più che quantitativo, sia di tipo qualitativo. Le soluzioni andrebbero prese togliendo, innanzitutto, il numero chiuso nelle facoltà di medicina e, a livello regionale, aumentando ancora le borse di studio per gli specializzandi; soprattutto, puntando a favorire una carriera per meriti, quella che manca per troppe professioni e da cui la politica deve stare lontana. I medici troppo spesso si sentono dei manovali in mano alle ingerenze politiche».
(re.aostanews.it)

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