Lockdown a Natale, Confcommercio chiede: «risarcimenti del 75%»
Adriano Valieri
Economia
di Danila Chenal  
il 15/12/2020

Lockdown a Natale, Confcommercio chiede: «risarcimenti del 75%»

E' la richiesta dell'associazione di categoria per il mancato fatturato

Lockdown a Natale, Confcommercio chiede: «risarcimenti del 75%» In caso di chiusura per le feste siano previsti risarcimenti del 75% per il mancato fatturato.

Scrive l’associazione di categoria: «Sono più untori una decina di avventori di bar e ristoranti che osservano le norme di distanziamento o chi affolla vie e centri commerciali delle grandi metropoli italiane? Più che una domanda è una provocazione di tanti ristoratori che stanno subendo la beffa di poter riaprire solo domani ma che all’orizzonte vedono profilarsi l’ombra di dover chiudere il 23 per un nuovo Dpcm che potrebbe irrigidire ulteriormente le norme anti covid con la possibilità di un nuovo “tutti a casa” per Natale».

Le dichiarazioni

«La categoria dei ristoratori ed esercenti – commenta Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio/Fipe VdA – è la più penalizzata e quella che più di altri ha pagato il prezzo più alto delle politiche sanitarie per contrastare la pandemia. E’ tempo che il Governo regionale si faccia carico della gravissima situazione che vivono tante famiglie che traggono il loro unico reddito dall’attività delle loro micro imprese che tutte assieme rappresentano un comparto di grande importanza per il pil della nostra regione».

Per queste ragioni Adriano Valieri, Direttore Generale di Confcommercio VdA, ribadisce riportando la posizione di Fipe-Confcommercio: “I nostri ristoratori ed esercenti chiedono solo di poter lavorare nel pieno rispetto dei protocollli e in assoluta sicurezza, se il governo dovesse decidere di seguire il modello tedesco allora occorrono misure come quelle adottate in Germania: ristoro al 75% dei fatturati calcolato sui mesi di novembre e dicembre, riduzione dell’iva al 5% e tutela dagli sfratti”.

«Chiediamo al Governo e alla Giunta regionale – conclude Dominidiato – di lasciarci lavorare, le nostre imprese non si possono spegnere dall’oggi al domani, come se fossero automobili: molti locali hanno già acquistato le merci per le feste e organizzato il personale. Chi li risarcirà in caso di chiusura?».
(re.aostanews.it)

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