Consiglio Valle: 75 anni fa la prima seduta dell’Assemblea valdostana
Politica
di Danila Chenal  
il 08/01/2021

Consiglio Valle: 75 anni fa la prima seduta dell’Assemblea valdostana

Il gruppo consiliare dell'Union valdôtaine ricorda l'anniversario

Consiglio Valle: 75 anni fa la prima seduta dell’Assemblea valdostana. Il gruppo consiliare dell’Union valdôtaine ricorda l’anniversario in una nota.

La nota

La lotta al Covid-19 è stata paragonata, forse impropriamente, a una guerra. Il 10 gennaio 1946, settantacinque anni fa, nell’immediato dopoguerra, si riunì per la prima volta il Consiglio regionale del Cln, i cui 25 membri furono nominati per l’appunto su designazione del Comitato di liberazione nazionale. Quel Consiglio amministrò la nostra regione fino al 1949. Non aveva potestà legislativa. La sua competenza amministrativa era stata normata dai Decreti luogotenenziali 545 e 546 del 7 settembre 1945.

Quegli atti riconoscevano la nostra identità e le peculiarità del nostro territorio, consentendo il libero uso della lingua francese e prevedendo la figura del presidente/prefetto e l’abolizione della Provincia.

Furono anni segnati da una diffusa povertà, seguiti dagli sforzi che caratterizzarono la ricostruzione. Il ruolo dei Consiglieri del Cln rivestì indubbiamente grande rilievo, soprattutto quando si ricordi che essi agirono prima del referendum del 2 giugno, prima che la Costituente approvasse la Costituzione e gli Statuti speciali, in un’Italia la cui organizzazione amministrativa era determinata dal Governo centrale, senza significativi margini d’azione per le Province e per i Comuni.

Costruttori

Essi furono costruttori.

Il Presidente Mattarella ha parlato all’Italia dichiarando che è giunto il tempo dei costruttori, indispensabili affinché il Paese possa contare sulla stabilità, condizione imprescindibile per la ripresa dalla crisi economica, sanitaria e sociale che ha colpito e tuttora affligge l’intero pianeta.

I nostri predecessori riuscirono a esercitare delle competenze che permisero di crescere e di progredire senza omologarsi a modelli che non ci appartenevano. Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, scriveva Luis Sepulveda.

Che il loro esempio sia fonte d’ispirazione per tutti noi.
(re.aostanews.it)

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