Aquila reale ferita: salvata dai guardaparco a Valsavarenche
Il magnifico esemplare operato al petto. Ph. Michel Mottini
ATTUALITA'
di Erika David  
il 12/02/2021

Aquila reale ferita: salvata dai guardaparco a Valsavarenche

È stata trovata in una zona boscosa in località Bois de Clin, a Valsavarenche, un'aquila reale ferita al torace in seguito a un attacco

Aquila reale ferita: salvata dai guardaparco a Valsavarenche.

È stata trovata in una zona boscosa in località Bois de Clin, a Valsavarenche, un’aquila reale ferita al torace in seguito a un attacco.

In seguito a una segnalazione, mercoledì 10 febbraio, i guardaparco del Parco Nazionale Gran Paradiso sono intervenuti in località Bois de Clin, a Valsavarenche, per salvare, in una zona boscosa, un’aquila reale ferita.

Sul posto sono intervenuti l’Ispettore del Corpo di Sorveglianza, Stefano Cerise, e il Caposervizio della Valsavarenche, Stefano Borney.

Il recupero non è stato privo di difficoltà. Il rapace, nonostante le ferite, ha tentato di fuggire ma non è riuscito a prendere il volo per la profonda ferita sul torace, probabilmente causata dall’attacco di un’altra aquila.

L’aquila nell’ambulatorio veterinario di Michel Mottini

Messa in sicurezza l’aquila è stata trasportata dal veterinario Michel Mottini alla Casa di Cura Veterinaria Mont Emilius, convenzionata con la Regione per questo genere di interventi, dove è stata operata il giorno successivo per ricucire la ferita e per svolgere esami di accertamento.

«Le indagini cliniche – si legge in una nota – hanno fortunatamente escluso fratture alle ali, l’animale è sotto controllo ma bisognerà attendere alcuni giorni per avere certezza che possa riprendersi del tutto, e un possibile rilascio in natura non avverrà comunque prima di un mese e mezzo circa».

Tra gli esami a cui l’aquila è stata sottoposta anche la verifica del saturnismo, l’avvelenamento da piombo, una delle principali cause di morte in questa specie.

Il Parco è l’area protetta con una delle più alte densità di coppie di aquila reale nidificanti in Italia, risultano censite 27 coppie distribuite tra tutte le valli e 141 nidi utilizzati dalle stesse.

Il monitoraggio viene effettuato dai guardaparco insieme al Servizio Biodiversità e Ricerca Scientifica.

(re.aostanews.it)

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