Stop sci, il ministro Turismo Garavaglia assicura indennizzi al mondo della montagna
montagna
di Luca Mercanti  
il 15/02/2021

Stop sci, il ministro Turismo Garavaglia assicura indennizzi al mondo della montagna

Danni stimali per i soli impianti a fune in 100 milioni

“Non solo ristori, ma indennizzi al mondo della montagna”. Lo ha detto il neo ministro al Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, oggi, lunedì 15 febbraio, durante la riunione del Dipartimento Montagna della Lega Salvini Premier organizzata a Milano.

Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, padrone di casa, il consigliere regionale della Valle d’Aosta, Stefano Aggravi e gli operatori e gli imprenditori del settore del turismo invernale coordinati dal rappresentante nazionale del Dipartimento, Alessandro Panza. Per la Valle d’Aosta erano presenti il presidente di Adava, Filippo Gérard, il presidente dei Maestri di sci, Beppe Cuc e, in collegamento da Aosta, il presidente di Confcommercio, Graziano Dominidiato.

“Cerchiamo di capire e quantificare i danni che il mondo della montagna ha subito per la non apertura della stagione dello sci – ha detto Garavaglia -. La non apertura è stata decisa dal Governo, pertanto è lo stesso che deve risarcire il danno”.

Garavaglia accusa: “l’ordinanza (del collega Roberto Speranza, ndr) ha mancato di rispetto ai lavoratori”.

Danni per 100 milioni

La riunione è stata l’occasione per fare il punto con tutti gli operatori del settore sulla situazione e per fare il calcolo delle perdite subite per organizzare la mancata riapertura. Solo gli impianti a fune hanno stimato un danno su base nazionale di 100 milioni di euro.

Questo tavolo dimostra l’attenzione che i nostri rappresentanti in seno al Governo danno alla montagna e a tutto il settore neve – dichiara il Consigliere Stefano Aggravi, responsabile del Dipartimento montagna per la Lega Vallée d’Aoste -. Un tavolo che è stato utile non soltanto per fare il punto sui danni che la mancata apertura porterà al settore, ma anche per dire basta alla colpevolizzazione della montagna sul COVID”.

(re.aostanews.it)

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