Cambiamenti climatici: in alta Valle, montagne sempre più verdi
La Cresta tra Becca d'Aver e Cima Loghede, 2500 metri di quota. Foto Marta Galvagno.
Ambiente
di Cinzia Timpano  
il 06/09/2021

Cambiamenti climatici: in alta Valle, montagne sempre più verdi

Uno studio dell'Apra su uno degli effetti meno conosciuti dei cambiamenti climatici: le piante risalgono le montagne e a poco a poco colonizzano le aree di alta quota

Cambiamenti climatici: in alta Valle, montagne sempre più verdi. 

Si tratta di uno degli effetti dei cambiamenti climatici meno conosciuti: le piante risalgono le montagne e colonizzano poco a poco le aree di alta quota.

Per la prima volta, grazie all’utilizzo di dati satellitari, il fenomeno è stato analizzato dai ricercatori dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale Valle d’Aosta, coordinato dal Laboratorio di Ecologia Alpina dell’Università di Grenoble.

Secondo lo studio dell’Arpa, la maggior parte degli ecosistemi situati sopra il limite della foresta ha mostrato una forte tendenza al rinverdimento negli ultimi 20 anni.

Il fenomeno è molto più forte in alcune aree delle Alpi del Sud e Alpi centrali.

Nella nostra regione, il fenomeno è particolarmente forte nella zona dell’alta Valle.

Si legge nella nota dell’Arpa Valle d’Aosta: «A scala più locale, il processo è più forte nei versanti detritici esposti a Nord sopra i 2000 metri, dove, grazie a queste particolari condizioni, la dinamica di ricolonizzazione delle piante (specie erbacee, arbusti e alberi pionieri) è molto forte.

Infatti, le piante tipiche di questi ambienti inospitali sono quelle che riescono ad approfittare maggiormente dei cambiamenti climatici in corso.

Con l’aumento delle temperature, che stiamo già oggi vivendo, si creano condizioni più favorevoli alla crescita delle piante, ma gli ecosistemi possono reagire in modo più o meno forte e rapido.

La loro risposta è modulata dalle condizioni locali come la durata della neve, la disponibilità di acqua, la fertilità e la stabilità dei suoli e le attività umane.
Considerando l’insieme di questi fattori sarà possibile analizzare con maggior dettaglio le cause della variabilità spaziale del rinverdimento e le conseguenze sulla biodiversità ed il funzionamento degli ecosistemi alpini».

Nella foto in alto di Marta Galvagno, la Cresta tra la Becca d’Aver e Cima Longhede (Torgnon, Verrayes e Saint-Barthélemy), a quota 2500 metri. Il versante Nord è a destra e mostra la dinamica di ricolonizzazione di arbusti e di alberi.

(re.aostanews.it)

 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Global Change Biology .

(re.aostanews.it)

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