Chambre valdôtaine, la Corte dei conti indaga sulla nomina dell’addetto stampa
L'ingresso della sede della Corte dei conti
CRONACA
di Federico Donato  
il 23/09/2021

Chambre valdôtaine, la Corte dei conti indaga sulla nomina dell’addetto stampa

La Procura regionale ha ipotizzato un danno erariale poco inferiore ai 250 mila euro

La Procura regionale della Corte dei conti indaga sulla nomina del responsabile dell’Ufficio stampa della Chambre valdôtaine. Secondo gli inquirenti, l’addetto stampa dell’ente sarebbe stato nominato nonostante fosse privo di un requisito: la laurea. Non solo: i fari degli investigatori, infatti, si sarebbero concentrati sui contratti a termine prorogati negli anni a favore del giornalista in questione, Fabrizio Perosillo (estraneo all’inchiesta).

Per questi motivi il vice procuratore Massimo Valero ha ipotizzato (a vario titolo, nei confronti di una decina di persone) un danno erariale da poco meno di 250 mila euro (dal 2016 a oggi).

Proprio in questi giorni, dagli uffici di piazza Roncas sono partiti vari inviti a dedurre. L’indagine coinvolge l’ex presidente della Chambre Nicola Rosset (appena nominato presidente di Finaosta) e altri membri ed ex della giunta camerale; tra loro anche l’attuale presidente vicario dell’ente Roberto Sapia.

In carica negli anni al centro delle indagini c’erano poi Giulio Grosjacques, Ezio Mossoni, Graziano Dominidiato, Silvana Perucca, Pierluigi Genta e Pierantonio Genestrone. A quanto appreso, l’inchiesta coinvolge anche due dirigenti della Chambre.

I commenti

Contattato telefonicamente, Rosset si è limitato a un «no comment». L’attuale vertice dell’ente (Sapia), invece, ha affermato: «Confermo che ho ricevuto un invito a dedurre, ma al momento non ho nulla da dire». Anche Dominidiato, Mossoni e Perucca hanno preferito non commentare per il momento la vicenda.

Tra gli ex membri della giunta camerale poi c’è Grosjacques, che dice: «Al momento non ho ancora nulla in mano, quindi non saprei cosa dirle».

Stesso discorso per Genestrone: «Ovviamente so dell’indagine, ci siamo confrontati tra i membri della giunta – ha affermato -. Io non ho ancora ricevuto nulla, però sono sicuro che arriverà anche per me l’invito». Poi la precisazione: «Io ho fiducia nei funzionari che redigono le delibere, anche perché chi le riceve non è un tuttologo. Dovrebbe prendersi forse un consulente? La giunta ha il ruolo di dare indirizzi politici. I funzionari che mi hanno fatto approvare la delibera non si sono inventati nulla, si sono basati su leggi. Io ho ancora la massima fiducia nei funzionari, sono due tecnici validissimi. Abbiamo sempre agito in buona fede».

Parole in linea con quelle di Genta: «Abbiamo avuto un giudizio di legittimità su quello che si stava facendo. Io ritengo che siamo nel giusto. Al momento non ho ancora letto approfonditamente le carte, ma sicuramente andremo a dedurre».

I destinatari degli inviti hanno ora 45 giorni per produrre documentazione o formulare deduzioni; dopodiché la Procura regionale valuterà se archiviare o procedere con la citazione a giudizio.

(f.d.)

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