Cinema, tra l’esordio e l’emozione del ritorno: Zoja e Truc raccontano il loro Trento Film Festival
Chiara Zoja,Fabiola Megna, Gaël Truc
CINEMA
di Claudia Corsentino  
il 10/05/2026

Cinema, tra l’esordio e l’emozione del ritorno: Zoja e Truc raccontano il loro Trento Film Festival

Sabato 9 maggio al Plus Café l'ultimo appuntamento con i Cinema Talk di The Party con ospiti i registi valdostani Chiara Zoja e Gaël Truc

C’è chi al Trento Film Festival ha vissuto la magia della prima volta e chi, invece, ha ritrovato un appuntamento già conosciuto ma ancora capace di emozionare.

Sono le esperienze di Chiara Zoja e Gaël Truc, i due registi valdostani protagonisti dell’ultimo incontro di The Party – Cinema Talk, andato in scena sabato 9 maggio al CafèPlus di Aosta.

Guidati da Fabiola Megna, tra chiacchiere e bollicine, i due autori – appena rientrati dal Festival – hanno raccontato il percorso dietro ai progetti presentati a Trento: il cortometraggio d’esordio Prima dell’aurora di Chiara Zoja, una produzione L’Eubage, e Play-Off, il nuovo lavoro di Gaël Truc prodotto da Red Sled Films.

L’esordio di Chiara Zoja

Chiara Zoja

Particolarmente emozionante è stata l’esperienza vissuta da Chiara Zoja, che il 25 aprile ha esordito come autrice e regista al Trento Film Festival portando il suo primo cortometraggio, Prima dell’aurora.

Attraverso la storia della giovane partigiana valdostana Aurora Vuillerminaz, il film racconta la guerra di Resistenza e restituisce voce a una figura dimenticata del passato.

«È davvero emozionante vedere finalmente il proprio prodotto proiettato in una vera sala cinematografica», ha dichiarato la regista, sottolineando anche l’importanza della presenza della troupe con cui ha condiviso tutta l’intensità di questa prima esperienza produttiva. Per Zoja, il Festival è stato «la riconferma che questo è quello che voglio fare nella vita».

A rendere ancora più significativo il momento è stata la coincidenza tra il tema del cortometraggio e la data della proiezione, avvenuta proprio il 25 aprile, durante la Festa della Liberazione: un’occasione che, come ha raccontato, «si è impressa nei ricordi in modo significativo».

Alla base di Prima dell’aurora ci sono la volontà di dare voce alle storie dimenticate e la curiosità di sperimentare diversi linguaggi cinematografici.

«Quando vengo a conoscenza di una vicenda dimenticata – spiega Zoja – scatta il desiderio di riportarla alla luce».

Lo stesso desiderio che l’ha spinta a raccontare Aurora Vuillerminaz, rendendo omaggio ai suoi valori, al suo coraggio e al suo amore per le montagne valdostane. Un legame che ha fatto sentire la regista ancora più vicina al personaggio: «Le montagne che vedo io ogni giorno sono le stesse che Aurora vedeva ottant’anni fa».

Portata fuori dai confini valdostani grazie al Festival, la storia della giovane partigiana dimostra che, ancora oggi, «ci sono tanti modi per fare resistenza attraverso l’arte» e per riflettere sull’importanza della memoria

Il ritorno di Gaël Truc

Gaël Truc

Attraverso il documentario Play-Off, Gaël Truc ha invece presentato al Festival il suo nuovo lavoro prodotto con Red Sled Films, portando sullo schermo tutto l’amore di una piccola comunità verso uno sport come l’hockey su ghiaccio.

Nato dalla volontà di realizzare un film d’archivio, il progetto parte da una domanda precisa: «Cosa c’era in Valle d’Aosta che ora non c’è più?».

Ripensando a un’immagine di sé bambino sui pattini, Truc ha così riscoperto la storia della pista di Cogne – spazzata via dall’alluvione del 2000 – e quella dell’Hockey Club Sant’Orso, squadra che un tempo trionfava in tutta la regione.

Una vicenda a lungo dimenticata, ma nella quale il regista ha subito intravisto il potenziale per un nuovo lavoro.

Grazie a Play-Off, Truc è tornato al Trento Film Festival dopo l’esordio del 2022 con il documentario Lo Combat.

«Tornare a Trento è stata un’emozione unica», ha raccontato il regista, non soltanto per l’importanza culturale dell’evento, ma anche perché portare fuori dai confini regionali un lavoro prodotto e ambientato in Valle d’Aosta «ti dà davvero la dimensione di quanto un prodotto sia capace di parlare anche a chi è estraneo a quell’ambiente».

Colleghi e amici

Colleghi sul lavoro e amici nella vita, Zoja e Truc avevano già avuto modo di collaborare alcuni anni fa. Fin dal primo incontro tra i due si è creata una forte sintonia professionale.

«In Chiara ho visto subito tanta voglia di mettersi in gioco e raccontare storie», ha spiegato Truc.

Per la giovane regista, invece, lavorare con lui è stato «illuminante sul modo professionale di fare cinema e per l’attenzione al dettaglio».

Oggi, grazie ai loro lavori selezionati alla 74ª edizione del Trento Film Festival, i due registi valdostani si ritrovano ancora una volta insieme, accomunati dall’amore per il cinema e dal condiviso «bisogno di raccontare storie attraverso le immagini».

(claudia corsentino)

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