Interdittiva antimafia a società di autonoleggio, il Tar: atto legittimo
La Questura di Aosta
CRONACA
di Federico Donato  
il 12/01/2022

Interdittiva antimafia a società di autonoleggio, il Tar: atto legittimo

Secondo il Gruppo Interforze Antimafia, la Fly Cars Srls aveva stabilito la propria sede legale in Valle d'Aosta in modo fittizio, solamente al fine di evitare eventuali controlli

L’interdittiva antimafia che il 31 marzo scorso aveva colpito la Fly Cars Srls è legittima. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta respingendo il ricorso presentato dall’amministratore unico della società di autonoleggio.

La pronuncia dei giudici amministrativi è stata pubblicata martedì 11 gennaio. «Tutti gli elementi richiamati nel provvedimento impugnato – si legge in sentenza – costituiscono certamente un serio quadro indiziario sufficiente a supportare l’interdittiva che ha finalità di prevenire una condotta penalmente rilevante e non di sanzionarla. Tali elementi sono adeguati a sorreggere il giudizio prognostico circa la condizionabilità della società da parte dell’associazione mafiosa».

Secondo il Gruppo Interforze Antimafia, la ditta aveva stabilito la propria sede legale in Valle d’Aosta in modo fittizio, solamente al fine di evitare eventuali controlli antimafia.

Nella sentenza i giudici ricordano come alcuni familiari dell’amministratore unico della società siano «gravati da segnalazioni e pregiudizi penali anche di stampo mafioso». Non solo: nelle carte si trova anche un riferimento a «significative frequentazioni che hanno assoluto rilievo nel campo delle tutele antimafia».

Nel motivare la decisione, poi, il Tar ricorda che i provvedimenti interdittivi possono colpire «non solo soggetti organici e affiliati all’organizzazione mafiosa, ma anche soggetti formalmente estranei ad associazioni mafiose ma che si pongono su una pericolosa linea di confine tra legalità e illegalità nell’esercizio dell’attività imprenditoriale». E, ai fini dell’adozione dell’interdittiva «occorre non già provare l’intervenuta infiltrazione mafiosa, bensì soltanto la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi dai quali sia deducibile il pericolo di ingerenza da parte della criminalità organizzata».

(f.d.)

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